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A Milano per parlare di Ucraina

· I colloqui a margine del vertice dell’Asem ·

Milano, 17. Soddisfatto per l’esito del vertice tra Europa e Asia (Asem), a cui hanno preso parte 53 capi di Stato e di Governo, si è detto oggi a conclusione del summit il presidente del consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi, il quale ha indicato nella cooperazione e nella “connettività” la strada maestra per affrontare le questioni più scottanti.

E una di queste, la crisi ucraina, ha dominato la scena del summit durante il quale è stato riscontrato un deficit di attuazione dell’accordo di tregua raggiunto a Minsk. Infatti, anche oggi si sono registrate tre vittime a Donetsk. Ma pur tra le difficoltà — secondo il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, per il conflitto in Ucraina «non è stata ancora trovata una soluzione politica» — a Milano si è sviluppato un positivo dialogo. Il presidente russo, Vladimir Putin, e quello ucraino, Petro Poroshenko, si sono incontrati più volte in queste ore per portare avanti i colloqui.

Dopo un primo incontro allargato ad altri leader, l’articolazione dello sforzo diplomatico si è svolto su due piani. Prima una riunione tra Putin, Poroshenko, il presidente francese, François Hollande, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel — l’incontro a quattro replica il formato di quello che si svolse in Normandia il 6 giugno — ha affrontato il tema delle elezioni locali indette dai separatisti filo-russi, nell’est dell’Ucraina. Poi una riunione dei ministri degli Esteri di Italia, Russia e Ucraina con il segretario generale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha esaminato l’ipotesi di una sorveglianza con i droni, che Parigi e Berlino hanno già messo a disposizione, dei confini ucraini.

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16 luglio 2019

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