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Migranti
vittime di stupro

· ​La denuncia delle organizzazioni attive in America centrale e settentrionale ·

Una giovane madre in viaggio verso gli Stati Uniti (Reuters)

Quando attraversano il Messico per raggiungere gli Stati Uniti, il settanta per cento delle donne migranti provenienti da paesi dell’America centrale sono vittime di stupro o di altre violenze. È la denuncia di Movimiento Migrante Mesoamericano, ong in prima linea nella difesa dei diritti dei migranti e delle donne. La cifra è confermata da esperti in questioni migratorie dell’Università nazionale autonoma del Messico. «È un tasso realistico, pur essendo una stima perché le vittime non sporgono mai denuncia» ha sottolineato Andrea Gonzales, studiosa ed attivista dei diritti dei migranti e fondatrice di Ustedes Somos Nosotros (Noi siamo voi). Una condizione, sottolinea la studiosa, insostenibile per le migranti, e che è ulteriormente peggiorata nel contesto delle tre carovane che si stanno dirigendo verso gli Stati Uniti. «Il corpo delle donne è l’unica moneta di scambio di fronte a poliziotti corrotti per superare i posti di blocco, sempre più numerosi» hanno denunciato gli attivisti del Movimiento Migrante Mesoamericano.

Oltre a subire molestie sessuali, le migranti sono spesso rapite da gang criminali, che le costringono a prostituirsi e le liberano solo dietro il pagamento di un riscatto. Muoversi in gruppo permette di viaggiare sicure — raccontano le donne incontrate dall’organizzazione umanitaria — ma non cancella il pericolo. Come detto, le violenze e gli abusi sono esacerbati dal contesto delle tre carovane. Pochi giorni fa quattromila migranti che formano la prima carovana partita dall'Honduras hanno lasciato Città del Messico alla volta del confine con gli Stati Uniti. La carovana, arrivata in territorio messicano il 19 ottobre, era partita il 13 ottobre da San Pedro Sula, in Honduras. La sosta a Città del Messico è durata circa una settimana. La seconda carovana era partita il 29 ottobre, attraversando il confine tra il Guatemala e il Messico a Tecun Uman. Migliaia di persone avevano forzato il blocco della polizia messicana. Durante gli scontri era morto un giovane migrante.

La terza carovana era partita invece all’inizio di novembre.

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18 luglio 2019

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