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​Migranti
in una società a rischio

· ​Pastorale della mobilità umana in America centrale ·

Città del Messico, 6. Analizzare, condividere e promuovere esperienze e azioni pastorali congiunte per essere di aiuto ai tanti migranti e rifugiati che transitano nell’area dell’America centrale: è stato questo l’obiettivo dell’incontro fra i membri della pastorale della mobilità umana della Conferenza episcopale messicana e i vescovi e i referenti di Honduras, Guatemala ed El Salvador impegnati nel medesimo ambito.

L’incontro, il quarto della serie, si è svolto nei giorni scorsi a Tapachula, in Messico. Vi ha preso parte — riferisce il comunicato finale — anche padre Michael Czerny, sotto-segretario della sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.
«Ricordiamo — si afferma nella nota: Caminemos con Cristo migrante en el mundo — che la migrazione è una sfida in gran parte del mondo e una priorità per la Chiesa cattolica. Nella nostra regione la migrazione si è trasformata, così come la chiama Papa Francesco, in una “crisi umanitaria” che esige azioni pastorali decise e ben strutturate. È per questo che sono state analizzate le sue cause e conseguenze, nonché le opportunità che abbiamo come pastori di questa porzione del popolo di Dio in cammino». I vescovi osservano che, particolarmente in America latina, i flussi migratori sono cresciuti a causa della povertà, della mancanza di opportunità di sviluppo, dell’emarginazione sociale, della violenza. «Le politiche e le azioni migratorie, motivate dalla salvaguardia della sovranità nazionale e del potere economico, lo sviluppo attraverso l’incremento del capitale e la creazione di una dipendenza mercantile, e l’insicurezza provocata dal crimine organizzato e dal narcotraffico» comportano «azioni e scelte politiche antimigranti».

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19 settembre 2019

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