Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Migranti
abbandonati nel Sahara

· Oltre mille persone tratte in salvo dalle Nazioni Unite ·

Sono oltre mille i migranti messi in salvo dall’Onu nel Sahara da aprile a oggi. Un numero impressionante, se si considera che ogni giorno dal Niger partono centinaia di persone dirette vero la Libia sperando di trovare una rotta verso l’Europa. La stragrande maggioranza — conferma l’Onu — muoiono durante la traversata del deserto, spesso perché sono abbandonati dai trafficanti che loro stessi hanno pagato. Nel migliore dei casi, i loro corpi sono ritrovati dopo giorni dalle ong o dalle forze dell’ordine. Nel peggiore, le tempeste di sabbia li travolgono, spazzando via ogni traccia del loro passaggio.

Migranti nel deserto del Niger

L’allarme per questo dramma è stato rilanciato ieri dall’Onu, che ha chiesto maggior impegno e sostegno da parte di tutta la comunità internazionale. «Sono rimasto scioccato quando abbiamo trovato un grande gruppo di donne originarie della Nigeria e del Ghana che dormivano in un hangar vicino al confine tra i due paesi, in attesa di trovare un passaggio verso nord» ha raccontato Alberto Preato, uno dei responsabili dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). I mezzi dell’organizzazione hanno percorso oltre 1400 chilometri lungo il confine per soccorrere i migranti che tentano di arrivare in Libia.

Secondo l’Oim, il Niger è una delle principali rotte migratorie verso l’Unione europea e in particolare verso l’Italia. Lo scorso anno circa 120.000 persone hanno attraversato l’arida regione di Agadez, nel nord del paese, per raggiungere il Mediterraneo centrale. Il viaggio di 750 chilometri da Agadez al confine libico dura dai due ai tre giorni, e costa diverse migliaia di euro. I migranti risalgono verso Arlit e l’Algeria oppure sulla rotta Dirkou-Seguedine-Madama per entrare in Libia, passare da Gatrun e raccogliersi a Sebha, la città del sud della Libia in cui sono stati accertati numerosi casi di violenza e abusi. E spesso, addirittura, di schiavismo.

Il punto di raduno, come detto, è Agadez: qui avviene il pagamento dei trafficanti e inizia il viaggio in auto. Nel deserto l’auto più usata è la Hilux, un pick up da 2.700 cc di cilindrata a benzina. Sei posti in cabina che diventano anche dieci. Ma spesso nel cassone se ne possono portare anche trenta. I migranti non hanno alcuna garanzia di sopravvivere: basta una semplice avaria al motore o la decisione del trafficante alla guida che chiede più soldi, e sono lasciati a loro stessi nel mezzo del nulla. Come avvenuto all’inizio dello scorso giugno, quando almeno 44 migranti diretti in Libia, tra cui donne e bambini, morirono di sete nel deserto dopo un guasto al veicolo su cui stavano viaggiando. I trafficanti fuggirono e li lasciarono lì. I superstiti avvertirono le autorità. Nel giorno del loro salvataggio la zona del ritrovamento era flagellata da tempeste di sabbia.

Il governo del Niger ha fatto sapere che servirebbe almeno un miliardo di euro per mettere a punto un piano contro i trafficanti. Il Niger è uno dei paesi meno sviluppati del mondo. Oltre al problema dell’immigrazione, in questi ultimi anni ha dovuto fronteggiare la sempre crescente minaccia del fondamentalismo islamico. Si sono infatti registrati diversi attentati e colpi di mano da parte sia dei miliziani nigeriani di Boko Haram, sia del Mujwa, una fazione separatista di Al Qaeda nel Maghreb islamico.

Ma il problema non è solo il Niger. È anche il punto di arrivo del viaggio: la Libia. Chi riesce ad arrivare trova una situazione esplosiva, un paese ancora diviso. Ieri la guardia costiera libica ha salvato 105 migranti tunisini e marocchini e di altri paesi africani che stavano affogando a circa dieci chilometri a largo di Sabrata, uno dei crocevia dei trafficanti di esseri umani a ovest di Tripoli. A questi si aggiungono i 135 salvati due giorni fa. Sono nel complesso mille i migranti soccorsi nelle ultime ore dalle autorità di Tripoli.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

13 dicembre 2017

NOTIZIE CORRELATE