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In migliaia
salvati in mare

· ​Nel Mediterraneo ogni giorno tra la morte e la vita ·

 

Un intenso “traffico" di gommoni e barchini, carichi di migranti, viene registrato nel tratto di mare tra la Libia e l’Italia, con numerosissime richieste di soccorso. In poche ore sono state tratte in salvo oltre 2000 persone, in 19 operazioni di soccorso e solo in un caso si è dovuto constatare il decesso di un uomo. Purtroppo il sollievo per il pericolo scampato per queste persone non attenua l’angoscia per i troppi morti contati dall’inizio dell’anno, per gli oltre 100 dispersi nell’ennesimo naufragio solo due giorni fa, e per i drammatici rischi che corrono ogni giorno centinaia di profughi, tra cui donne e minori in molti casi non accompagnati.

Sono decine di milioni gli individui pronti a spostarsi dall’Africa e dall’Asia in direzione dell’Europa, per ragioni che vanno dall’ambito emergenziale dei conflitti a quello economico. Ma pesano sempre di più anche l’avanzata desertificazione, con conseguente penuria di risorse idriche, e la vertiginosa crescita della natalità nell’intera regione sub-sahariana. Tutti elementi che concorrono alla carestia in atto nella zona del Corno d’Africa e in Nigeria e a una più generalizzata crisi alimentare.

Il sogno di migliorare le condizioni di vita, proprie e della propria famiglia, troppo spesso si infrange contro la realtà dei trafficanti senza scrupoli, delle loro ingannevoli promesse, degli abusi, delle sofferenze, della morte, in alcuni casi anche della cruda realtà nei paesi di arrivo.

Quello dei migranti è ormai un fenomeno strutturale, per dimensioni e complessità. Finora la risposta del mondo della politica non è stata all’altezza di tale complessità. Posizioni ideologiche e esigenze di propaganda non aiutano un’analisi della realtà, che, invece, chiederebbe di essere meglio compresa in tutti i suoi aspetti prima, per essere poi governata al meglio.

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20 luglio 2019

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