Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In migliaia
in piazza a Praga

· I manifestanti chiedono le dimissioni del premier e più democrazia ·

Un momento delle manifestazioni a Praga (Epa)

Imponente manifestazione a Praga, dove in migliaia sono scesi in piazza ieri per chiedere le dimissioni del premier Andrej Babiš e per difendere l’indipendenza della giustizia e la democrazia. I dimostranti — oltre 250 mila secondo gli organizzatori — chiedono un’indagine indipendente sulle accuse mosse nei confronti del capo del governo, indagato per frode dalla magistratura ceca e per conflitto d’interessi in Europa. A scatenare le proteste è stata in particolare la recente sostituzione del ministro della giustizia con un politico vicino al presidente Miloš Zeman, proprio il giorno dopo che la polizia aveva chiesto l’incriminazione di Babiš e di altre persone per la presunta frode su fondi europei. Il nuovo ministro della giustizia Marie Benešová, consulente di Zeman, è difatti sospettata di voler intervenire nelle procedure penali in corso contro il premier. Babiš ha tuttavia negato qualsiasi interferenza da parte sua nella giustizia e non intende cedere, forte anche di quel 30 per cento ottenuto dal suo partito populista Ano (Azione del cittadino scontento) alle elezioni europee di maggio scorso. Lo scorso 5 giugno avevano sfilato già in 120 mila, ma la protesta di domenica, nata da un’iniziativa studentesca e trasformatasi in un movimento di massa, è stata la più grande manifestazione dai tempi della “rivoluzione di velluto” che nel 1989 portò alla caduta del regime comunista cecoslovacco. Intanto, mercoledì prossimo cinque partiti di opposizione di centrodestra sfiduceranno il governo di minoranza, formato da Ano e dai democratici sociali (Cssd), e sostenuto in parlamento dai comunisti (Kscm), ma si tratterà di un atto simbolico, visto che non hanno la maggioranza per far cadere il governo.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE