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Migliaia in marcia contro il muro in Messico

· La Casa Bianca smentisce la notizia del possibile intervento della guardia nazionale ·

Non si fermano le proteste contro i recenti provvedimenti statunitensi in materia di immigrazione. Ieri migliaia di persone hanno manifestato in Messico per protestare contro l’annuncio, da parte del presidente Donald Trump, della costruzione di un muro al confine per prevenire il passaggio di immigrati illegali.

I manifestanti si sono riuniti non solo a Ciudad Juárez — al confine con la texana El Paso — ma anche a Tijuana. Una catena umana di un chilometro circa di lunghezza, lungo il Rio Grande, formata da bambini e adolescenti con in mano fiori e nastri bianchi, attivisti, autorità locali, parlamentari, con rose bianche in segno di pace, tutti in fila davanti al confine. «Tenendoci per mano daremo prova di quella unità nazionale che non distingue tra le persone» ha affermato in un discorso il senatore messicano Armando Ríos Piter, uno degli organizzatori della manifestazione. «Vogliamo urlare ai quattro venti che il Messico è più di un muro». Alla protesta ha preso parte anche il sindaco di El Paso, Oscar Leeser, che ha parlato delle due città descrivendole come «una sola» perché «siamo la stessa cosa e siamo una sola cosa». Intanto, ieri la Casa Bianca ha smentito la notizia inizialmente diffusa dalla Associated Press (Ap) in base alla quale l’attuale amministrazione avrebbe l’intenzione di inviare centomila soldati della guardia nazionale al confine con il Messico.

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14 novembre 2018

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