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Migliaia di sfollati nell’Italia centrale

· Dopo la forte scossa di domenica mattina con epicentro a Norcia ·

Il Pontefice ha assicurato vicinanza e preghiera ieri all’Angelus

L’Italia, che ha avvertito il sisma di ieri con intensità diverse ma in tutta la penisola, si stringe intorno alle popolazioni terremotate di Umbria e Marche di nuovo fortemente colpite. E «per i feriti e per le famiglie che hanno subito maggiori danni, come pure per il personale impegnato nei soccorsi e nell’assistenza» prega Papa Francesco. Ieri all’Angelus, ha espresso la sua «vicinanza alle popolazioni colpite», dopo aver ricordato la «forte scossa» del terremoto nella mattina: si è trattato di un sisma di 6,5 gradi sulla scala Richter, seguito da uno sciame sismico di 700 scosse.

Una profonda crepa causata dal sisma  in una strada di Gualdo Tadino  (Ansa)

Alle 07,40 di domenica mattina la terra ha tremato a una profondità di 10 chilometri. Si è trattato del sisma più forte in Italia da quando un terremoto ha raso al suolo l'Irpinia nel 1980. L'epicentro è stato nel comune di Norcia, in Umbria, che oggi si presenta come un’isola di macerie e polvere. Ma la scossa ha colpito fortemente anche la zona messa in ginocchio dagli eventi del 24 agosto e del 26 ottobre. Non c’è stata nessuna vittima ma molti feriti. Si sono registrati danni, gravissimi ed estesi, agli edifici e al patrimonio storico e artistico e alle abitazioni. Paesi devastati, che ora rischiano di diventare fantasma. Sono almeno 40.000 gli sfollati. Con il trascorrere dei giorni e le verifiche sulla stabilità degli edifici, il numero potrebbe anche scendere. Ma al momento ci sono da assistere 25.000 persone nelle Marche, tra le 10.000 e le 15.000 in Umbria, di cui 3.000 solo a Norcia, almeno 2000 nel Lazio e poco meno di 1000 in Abruzzo. Nel pomeriggio di oggi è stato convocato il consiglio dei ministri straordinario, per assicurare lo stanziamento di almeno altri 40 milioni per le zone terremotate e decidere alcuni emendamenti al decreto che ha fatto seguito al sisma del 24 agosto, che ha provocato 300 vittime e la distruzione di numerosi paesi di Lazio e Abruzzo. A Roma due chiese del centro storico sono state dichiarate inagibili a scopo precauzionale: San Francesco nel rione Monti e quella di piazza Sant'Eustachio. Inagibile anche la chiesa San Barnaba di Marino, ai Castelli romani. La promessa che si ricostruirà tutto «com’era e dov’era» e un forte appello all’unità di tutto il mondo politico sono i punti centrali degli interventi rispettivamente del presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non ci sono vittime ma «la gravità del sisma è impressionante», ha commentato Renzi, che ha cancellato tutti gli impegni e ha convocato per oggi pomeriggio i ministri, impegnandosi a guardare più alle comunità colpite che ai lacci della burocrazia. La scorsa settimana palazzo Chigi aveva deciso l’estensione della delibera dello stato di emergenza già varata a seguito del sisma del 24 agosto scorso, stanziando 40 milioni di euro per le prime spese

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19 ottobre 2019

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