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In mezzo agli altri uomini

· A cinquant’anni dal Vaticano II il Pontefice ricorda che si diventa preti per servire ·

«Presi fra gli uomini, costituiti in favore degli uomini, presenti in mezzo agli altri uomini»: è questo l’identikit del sacerdote di oggi secondo Papa Francesco che ha citato il decreto conciliare «Presbyterorum ordinis».

Sadao Watanabe, «Il buon pastore» (1977)

Nella mattina di venerdì 20 novembre, ricevendo i partecipanti al convegno organizzato dalla Congregazione per il Clero, proprio per ricordare il cinquantenario del Vaticano II, il Pontefice ne ha rilanciato l’attualità del messaggio. E — come di consueto quando si rivolge ai preti — ha aggiunto considerazioni personali al discorso preparato. Considerazioni che hanno la radice nel suo ministero di formatore e di vescovo in Argentina. Come per esempio quando ha raccomandato: «Ricordatevi da dove siete stati presi, dal gregge, non dimenticatevi della vostra mamma e della vostra nonna! Questo vuol dire che non si può fare il prete credendo che uno è stato formato in laboratorio, no; incomincia in famiglia».

Sempre in materia di discernimento vocazionale, il Papa ha anche messo in guardia da eccessive rigidità caratteriali e comportamentali, che a volte celano vere e proprie malattie psichiche. «Quando mi accorgo che un giovane è troppo rigido, è troppo fondamentalista, io non ho fiducia», ha commentato.

Quanto alle caratteristiche del prete, una volta ordinato, il Pontefice si è soffermato soprattutto sulla paternità, che si traduce in vicinanza e accoglienza, in particolare nel confessionale.

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18 ottobre 2019

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