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Metafisica della tenerezza

· ​La filosofia riscopre un tema che sembrava appannaggio della predicazione cristiana ·

Misericordia (2015)

Merita tutta la nostra attenzione una recente pubblicazione della filosofa e teologa italiana Isabella Guanzini Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile (Milano, Ponte alle Grazie, 2017, pagine 192, euro 14), saggio teologico e spirituale che mette in luce quanto la debolezza della tenerezza sia la cifra della trasformazione del paradigma antropologico introdotto dal cristianesimo. L’autrice non ha paura di ispirarsi tanto all’esempio quanto agli scritti di Papa Francesco, che sembra fare della tenerezza un punto cardine della sua dottrina pastorale e della sua pastorale dottrinale. Basti ricordare i suoi discorsi a Lampedusa e all’indomani del terremoto nel Centro Italia, nei quali ha dato spazio a un atteggiamento di sincero affetto.
Prendendo le mosse dal magistero pontificio sulla tenerezza, Guanzini non lesina a far ricorso alla filosofia moderna per mostrare o meglio dimostrare quanto la tenerezza sia davvero il nocciolo rivoluzionario del cristianesimo. Dietro questa parola si cela un universo che la teologa sviluppa soprattutto in termini filosofici, mettendone in luce il carattere squisitamente elevato. Verrebbe da dire che Guanzini tenta di costruire una metafisica della tenerezza, attraverso la quale l’atteggiamento del cuore e della mente assume uno spessore teologico o meglio ancora divino. Glossando un’espressione di Pierre Teilhard de Chardin si potrebbe addirittura dire che l’ambiente divino è proprio quello della tenerezza. 

di Alberto Fabio Ambrosio

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14 novembre 2019

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