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Metà del mondo
senza assistenza sanitaria

· L’ultimo rapporto dell’Oms e della Banca mondiale ·

Metà della popolazione mondiale non può ottenere servizi sanitari essenziali e ogni anno circa cento milioni di persone vengono spinte verso la povertà dalle spese mediche che devono pagare privatamente. L’allarme è contenuto nell’ultimo rapporto presentato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dalla Banca mondiale ieri, alla vigilia dell’apertura del Forum dedicato alla copertura sanitaria universale che si svolge a Tokyo, in Giappone.

Il segretario generale dell’Onu al Forum di Tokyo (Afp)

«È assolutamente inaccettabile che a metà del mondo manchi ancora la copertura per i servizi sanitari più essenziali», ha affermato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. «Esiste una soluzione: la copertura sanitaria universale che consentirebbe a tutti di ottenere i servizi sanitari di cui hanno bisogno, quando e dove ne hanno bisogno, senza affrontare difficoltà finanziarie», ha aggiunto.

«Gli investimenti in salute, e più in generale gli investimenti sulle persone, sono fondamentali per costruire quello che dobbiamo considerare vero e proprio capitale umano», ha affermato Ghebreyesus. Dunque, ha chiesto di «consentire una crescita economica sostenibile e inclusiva». Da parte sua, il presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim, ha sottolineato: «Così il sistema non va: abbiamo bisogno di un cambiamento fondamentale nel modo in cui mobilitiamo le risorse per la salute e il capitale umano, specialmente a livello nazionale».

Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha sottolineato che il rapporto evidenzia anche alcuni aspetti positivi, ma mettendo in luce che si tratta di processi irregolari. In primo luogo è stato certificato che il XXI secolo ha visto un aumento del numero di persone in grado di ottenere alcuni servizi sanitari chiave, ma, ad esempio, vi sono ampie lacune nella disponibilità di servizi nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale. In altre regioni, i servizi di assistenza sanitaria di base sono sempre più disponibili, ma la mancanza di protezione finanziaria comporta crescenti difficoltà per le famiglie costrette a pagare per le cure.

La questione è aperta anche in regioni più ricche come l’Asia orientale, l’America latina e l’Europa, dove un numero crescente di persone spende almeno il 10 per cento del proprio bilancio per l’assistenza sanitaria. Le disuguaglianze nei servizi sanitari esistono anche all’interno dei paesi e le medie nazionali possono mascherare i bassi livelli per alcuni gruppi di popolazione svantaggiati. Dunque, al Forum è stato ribadito che progettare o tutelare un solido meccanismo di finanziamento della salute che protegga ogni persona vulnerabile dalle difficoltà finanziarie, nonché lo sviluppo di strutture sanitarie e una forza lavoro adeguata, sono di fondamentale importanza ovunque. 

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16 luglio 2019

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