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Messico pronto a rispondere

· ​Dopo le nuove misure decise dall’amministrazione Trump sull’immigrazione ·

Tillerson e il ministro degli esteri messicano Videgaray (Ap)

Il governo messicano è pronto a rispondere «colpo su colpo» a ogni misura che Washington adotterà unilateralmente. «C’è preoccupazione, c’è irritazione da parte dei messicani per quelle che vengono percepite come politiche dannose per il Messico e per l’industria messicana» ha detto il ministro degli esteri messicano Luis Videgaray Caso, facendo riferimento alle decisioni dell’amministrazione Trump per la costruzione del muro al confine e l’irrigidimento dei controlli. I rappresentanti statunitensi hanno cercato di abbassare il tono delle polemiche. «Non ci sarà alcuna deportazione di massa, non useremo l’esercito contro gli immigrati clandestini» ha detto il segretario alla sicurezza nazionale, John Kelly. Il segretario di stato Tillerson ha detto che i due governi sono concordi «nell’impegno comune al mantenimento di legge e ordine lungo il confine condiviso». I nostri paesi — ha aggiunto dopo una serie di incontri con esponenti del governo messicano — «vogliono smantellare le reti criminali transnazionali che portano droga e persone negli Stati Uniti». Nel complesso, ha detto Tillerson, è stata «una conversazione molto ampia» nella quale si è espressa la volontà di «lavorare mano nella mano con i nostri fratelli messicani». Già ieri Videgaray aveva spiegato che «il governo messicano e il popolo messicano non sono tenuti ad accettare misure imposte unilateralmente da un altro governo». Il governo messicano è pronto a intervenire «con tutti i mezzi giuridici disponibili» e non esclude, ha aggiunto Videgaray, di appellarsi «agli organismi multilaterali, in primo luogo le Nazioni Unite, per difendere a livello internazionale i diritti umani e la libertà». 

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22 febbraio 2018

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