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Messaggio di Putin a Kiev

· ​Il leader del Cremlino in Crimea ribadisce la volontà di una soluzione politica al conflitto nel Donbass ·

Rafforzare la sicurezza in Crimea e mantenere il dialogo aperto per una soluzione politica delle tensioni in Ucraina: questo il senso della visita, ieri, del presidente russo, Vladimir Putin, nella contesa penisola ucraina. Il capo del Cremlino ha tenuto una sessione del Consiglio di sicurezza. «Ci siamo riuniti qui — ha detto Putin — perché le autorità ucraine hanno cercato, con le loro azioni, di esasperare la situazione. Il motivo è chiaro: non riescono o non vogliono attuare gli accordi di pace di Minsk» siglati nel settembre 2014. Putin ha ribadito che «la Russia aumenterà le misure per garantire la sicurezza di abitanti e turisti e ha espresso la speranza che a Kiev prevalga il buon senso». 

Il presidente russo Vladimir Putin (Ap)

Parole pronunciate nel giorno in cui la Russia in Crimea ha condotto ingenti «esercitazioni logistiche», come sono state definite dal Cremlino, ovvero operazioni sia sulla terraferma sia in mare al fine di collaudare il meccanismo di risposta militare nell’area. Proprio in Crimea Mosca ha deciso di recente di rafforzare la propria presenza militare con truppe, mezzi e reparti missilistici di difesa in modo da fornire un sostegno rapido nel caso in cui la situazione nella vicina regione del Donbass dovesse precipitare.
Sul piano politico, Putin ha dato un giudizio molto negativo sull’attuale Governo ucraino, definito «incapace di spiegare al popolo i considerevoli errori compiuti in campo socio-economico». Tuttavia, ha detto Putin, «spero che queste provocazioni non siano la scelta finale dei nostri partner: noi non intendiamo ridurre le relazioni diplomatiche con Kiev, nonostante il comportamento delle autorità ucraine, e cercheremo di creare contatti e mantenerli». Non a caso, Putin ha nominato ieri Dmitri Livanov, già ministro dell’Istruzione, inviato speciale in Ucraina per il Commercio.
Intanto, le violenze in Ucraina non conoscono tregua. Due soldati ucraini sono morti e altri otto sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nel conflitto nel Donbass con i separatisti filorussi, come riferisce il portavoce della presidenza ucraina per l’operazione militare, Oleksandr Motuzianik. Il presidente ucraino, Pedro Poroshenko, ha affermato che «la probabilità di un’escalation del conflitto nel Donbass rimane notevole», aggiungendo poi che «le nostre forze armate sono pronte ad affrontare il nemico nell’est» del Paese e «alla frontiera amministrativa con la Crimea».

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15 settembre 2019

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