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Messaggi rassicuranti dall’Eurogruppo

· Riaffermato sostegno ad Atene, Lisbona e Dublino ·

La riunione di ieri a Bruxelles dei ministri delle Finanze del cosiddetto Eurogruppo, quello dei Paesi che hanno adottato l’euro, si è conclusa con il tentativo di dare messaggi rassicuranti all’economia sia europea sia mondiale, sulle controverse questioni del debito pubblico dei Paesi più in difficoltà. In una giornata ancora dominata dall’impressione provocata dall’arresto a New York del direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, accusato di stupro, l’Eurogruppo ha posto alcuni punti fermi, come il riaffermato sostegno alla Grecia e un prestito di 78 miliardi di euro al Portogallo, in contemporanea con nuovi stanziamenti dell’Fmi per l’Irlanda, oltre alla formalizzazione della candidatura unica dell’attuale governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, alla guida della Banca centrale europea (Bce).

Su quella che ha definito la difficile situazione greca, il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha assicurato che «il capitolo sarà chiuso» nella prossima riunione a giugno e ha ricordato che «il Governo di Atene si è detto pronto a misure aggiuntive che gli permetteranno di raggiungere gli obiettivi fissati». Ieri si è discusso, oltre che delle proroghe delle scadenze per il rimborso dei prestiti fatti alla Grecia, della missione congiunta che stanno conducendo ad Atene la Commissione europea, la Bce e l’Fmi. Il presidente dell’Eurogruppo non ha escluso, cioè, una riprogrammazione del debito greco, allungando i tempi di rimborso dei titoli di Stato. Sempre a condizione, come chiesto dalla Germania, che a tale riprogrammazione contribuiscano investimenti privati. La revisione del programma prosegue, ma ci sono vuoti da colmare soprattutto sul consolidamento di bilancio e sulle privatizzazioni. Su quest’ultimo punto, in particolare, il presidente dell’Eurogruppo ha sollecitato che «il volume delle privatizzazioni nel breve periodo sia rivisto al rialzo». Secondo Juncker, comunque, «l’Eurogruppo ha preso atto del fatto che il Governo greco sia d’accordo ad annunciare in tempi brevi misure aggiuntive che gli permetteranno di rispettare gli obiettivi di bilancio per il 2011, quelli concordati quando abbiamo lanciato il programma greco».

Per quanto riguarda il Portogallo, i ministri dell’Eurogruppo hanno deciso all’unanimità di garantire assistenza finanziaria al Governo di Lisbona, con un pacchetto di aiuti del valore di 78 miliardi di euro. Nella dichiarazione conclusiva della riunione a Bruxelles si legge che i ministri «concordano con la Commissione europea e la Bce che finanziare il Portogallo garantisce la salvaguardia della stabilità finanziaria nell’Eurozona e nell’Unione europea». L’assistenza finanziaria viene concessa «sulla base di un programma che è stato negoziato con le autorità portoghesi dalla Commissione, in contatto con la Bce e l’Fmi». Il finanziamento sarà diviso in tre quote annuali di 26 miliardi, erogate rispettivamente dall’Efsf (il fondo «salva Stati» triennale varato l’anno scorso), dall’Esm (il meccanismo permanente che sarà operativo dal 2013) e dall’Fmi. Il programma è fondato su tre pilastri: un «aggiustamento ambizioso e credibile» per il ritorno ai conti pubblici sostenibili, a partire dalla riduzione del deficit eccessivo entro il 2013; riforme per potenziare la crescita e la competitività; misure per garantire l’equilibrio dei conti e il rafforzamento dei capitali nel settore bancario.

Intanto, l’Fmi ha sbloccato ulteriori 1,58 miliardi di euro a favore dell’Irlanda. La decisione è arrivata dopo che l’Fmi ha completato la prima e la seconda revisione sulla performance dell’Irlanda e porta il finanziamento complessivo a 7,2 miliardi di euro.

L’Irlanda, si legge in un comunicato dell’Fmi «sta facendo progressi nel superare la peggiore crisi economica della sua storia», con una strategia «per sostenere la crescita, per conti pubblici solidi e per la creazione di posti di lavoro».

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