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Il più grande spettacolo

· Messa a Santa Marta ·

«La Chiesa cresce nella semplicità, nel silenzio, nella lode, nel sacrificio eucaristico, nella comunità fraterna, dove tutti si amano e non si spellano», lontano da «eventi spettacolo» e dalla «mondanità». È rilanciando «lo stile ecclesiale» della «testimonianza», della «pratica delle buone opere» e della «preghera» — lo stile dei «martiri» che infatti oggi «non fanno notizia» anzi sono considerati «esagerati» — che Papa Francesco ha celebrato, giovedì 15 novembre, la messa a Santa Marta.

Scott Freeman, «Il seminatore»

«Questo brano del Vangelo ci fa pensare al regno di Dio e alla Chiesa» ha subito fatto notare il Pontefice, facendo riferimento al passo evangelico di Luca (17, 20-25) proposto oggi dalla liturgia. Un brano, ha spiegato, che «ci fa anche pensare: come cresce la Chiesa? Come va avanti la Chiesa, che rappresenta il regno di Dio?». E «la risposta del Signore è chiara: “Il regno di Dio è in mezzo a voi” ma non è uno spettacolo». E «come cresce? Il Signore ci ha spiegato come cresce la Chiesa con la parabola del seminatore: il seminatore semina e il seme cresce di giorno, di notte — Dio dà la crescita — e poi si vedono i frutti».

«Ma è importante questo: primo, la Chiesa cresce in silenzio, di nascosto, è lo stile ecclesiale» ha ribadito Francesco. E «come si manifesta nella Chiesa? Per i frutti delle buone opere, perché la gente veda e glorifichi il Padre che è nei cieli, dice Gesù, e nella celebrazione — la lode e il sacrificio del Signore — cioè nell’Eucarestia». È proprio «lì», ha affermato il Papa, che «si manifesta la Chiesa: nell’Eucarestia e nelle buone opere».

«Quando non si manifestano le buone opere, che non fanno notizia», perché sono «le cose brutte» che «fanno notizia», «c’è qualcosa che non va lì». Così anche «quando non c’è la lode, quando non c’è il rinnovamento del sacrificio del Signore nell’Eucarestia qualcosa non va: quella Chiesa non cresce bene».

Il Pontefice ha evidenziato che, nel passo evangelico, «Gesù va avanti e dice poi ai discepoli: “Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete”». È «il tempo della normalità della Chiesa nascosta, silenziosa, senza chiasso: “Ma io vorrei qualcosa che si veda”». Luca nel Vangelo riporta ancora le parole di Gesù ai discepoli: «Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo lì”; non andateci».

«Il Signore ci aiuta — ha proseguito Francesco — a non cadere nella tentazione della seduzione: “Noi vorremmo che la Chiesa si vedesse di più; che cosa possiamo fare perché si veda?”». Ma con questo atteggiamento, ha insistito il Papa, «di solito si cade in un Chiesa degli eventi che non è capace di crescere in silenzio con le buone opere, di nascosto». Ma così «diventa un susseguirsi di spettacoli». Invece «la Chiesa cresce per testimonianza, per preghiera, per attrazione dello Spirito che è dentro gli eventi» ha spiegato il Pontefice, ricordando che gli eventi «aiutano, uno, due, tre, aiutano! Ma la crescita propria della Chiesa, quella che dà frutto, è in silenzio, di nascosto con le buone opere e la celebrazione della Pasqua del Signore, la lode di Dio».

«Lo stesso Gesù — ha affermato Francesco — è stato tentato dalla seduzione dello spettacolo: “Ma perché tanto tempo per fare la redenzione? Fa’ un bel miracolo. Buttati dal tempio e tutti verranno, vedranno e crederanno in te”». Ma «il Signore non ha scelto questa via» ha spiegato: «Ha scelto la via della predicazione, della preghiera, delle opere buone che Lui faceva, della croce, della sofferenza». Sì, «la croce e la sofferenza» ha ripetuto il Papa, perché «la Chiesa cresce anche con il sangue dei martiri, uomini e donne che danno la vita. Oggi ce ne sono tanti. Curioso: non fanno notizia. Il mondo nasconde questo fatto. Lo spirito del mondo non tollera il martirio, lo nasconde». Anzi, ha fatto notare il Pontefice «tante volte dice anche “ma perché? Questo è esagerato, no, no, non va così, si possono fare le cose negoziando”». E «questo è lo spirito del mondo».

Invece «il Signore ha scelto — Lui e i discepoli — la strada del martirio, perché lo Spirito voleva così» ha affermato ancora Francesco. «Così la Chiesa cresce in silenzio, in preghiera, di nascosto, con le buone opere che tante volte Dio fa vedere e danno testimonianza». E «cresce nella celebrazione, lodando Dio e facendo il memoriale della passione del Signore». E «lì, va avanti, sempre, senza spettacolo, senza mondanità, senza potere mondano».

Suggerendo un esame di coscienza, attraverso una serie di precise questioni, il Papa ha invitato «ognuno di noi» a «farsi la domanda: come cresce dentro di me il regno di Dio? Come cresce dentro di me la mia appartenenza alla Chiesa? Così come il Signore ci fa capire o mondanamente? Come prego io? Di nascosto, nel mio intimo o mi faccio vedere nella preghiera? Come servo gli altri? Come sono a disposizione degli altri con le opere di carità? Silenziosamente, quasi di nascosto, o faccio suonare la tromba come i farisei?».

In conclusione, il Pontefice ha ripetuto che «questo è lo stile di crescita, lo stile di crescita della Chiesa» che «cresce così: nella semplicità, nel silenzio, nella lode, nel sacrificio eucaristico, nella comunità fraterna, dove tutti si amano e non si spellano». E, ha aggiunto, «preghiamo il Signore perché ci faccia capire questo e, anche noi, possiamo crescere nella Chiesa così».

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