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Messa del Papa
per il corpo della Gendarmeria vaticana

Rinnovando per il quarto anno una consuetudine iniziata nel 2015, Papa Francesco ha celebrato domenica mattina, 30 settembre, la messa per gli appartenenti al corpo della Gendarmeria vaticana e per i loro familiari, all’indomani della festa liturgica di san Michele arcangelo, patrono del corpo. Il rito si è svolto per la seconda volta alla Grotta di Lourdes nei giardini vaticani, dopo i precedenti nella basilica vaticana, per il bicentenario della gendarmeria nel 2016, e nella cappella del Governatorato, in occasione del primo appuntamento.

All’omelia il Pontefice ha preso spunto dal vangelo domenicale, tratto da quello di Marco, con i detti di Gesù sugli scandali (9, 38-43.45.47-48), per ricordare ai gendarmi il loro compito di custodi, che si realizza anche nella prevenzione e nel contrasto di ogni scandalo, senza eccezioni. Al termine della messa il Papa ha donato una copia del vangelo ai nuovi gendarmi e subito dopo una famiglia ha ricambiato con un mazzo di fiori di nardo, simbolo di san Giuseppe, che Francesco ha subito deposto ai piedi della statua della Madonna.

E un caloroso messaggio del Pontefice è stato letto nel pomeriggio dall’assessore della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Borgia, durante la cerimonia che si è svolta nel Cortile quadrato dei Musei vaticani per il giuramento di 24 reclute. Alla presenza, tra gli altri, dei cardinali Re, De Giorgi, Farina, Harvey, del comandante e di ufficiali della Guardia svizzera, di rappresentanti delle forze dell’ordine italiane e di molti familiari e amici dei gendarmi, l’assessore aveva ringraziato il corpo della Gendarmeria da parte della Segreteria di Stato. Monsignor Borgia ha parlato e letto il messaggio papale dopo il consueto intervento del comandante, Domenico Giani, sull’attività svolta dai gendarmi. Ad aprire l’incontro era stato il saluto del presidente del Governatorato, cardinale Giuseppe Bertello, accompagnato dal segretario generale, vescovo Fernando Vérgez Alzaga, dal decano del collegio cardinalizio Angelo Sodano e dal prefetto della Casa pontificia, arcivescovo Georg Gänswein.

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19 settembre 2019

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