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Merkel lascia
la guida della Cdu

· ​Dopo il voto in Assia che premia i Verdi ·

Il cancelliere tedesco Ankela Merkel ha deciso di lasciare la guida del Partito di Unione cristiano-democratica (Cdu) dopo il voto di ieri in Assia, che ha segnato una perdita per i partiti della coalizione di governo e un avanzamento dei Verdi e dell’estrema destra. Merkel resterà cancelliere fino a fine legislatura, escludendo qualunque altra candidatura. La Cdu ha perso undici punti e, anche se resta il primo partito con oltre il 27 per cento dei voti, ha registrato il risultato peggiore dal 1966. Nel 2013 aveva conquistato il 38,3 per cento dei consensi. Perdono anche, altrettanto pesantemente, i social democratici (Spd) che ottengono il 19,6 per cento, ben lontano dal 30,7 per cento di cinque anni fa. Successo per i Verdi che, raddoppiando il loro risultato rispetto a cinque anni fa, si attestano intorno al 20 per cento, nella regione nella Germania centro-occidentale dove sono guidati dal ministro dell’economia uscente Tarek Al-Wazir. Grande soddisfazione anche per Alternativa per la Germania (Afd): l’estrema destra tedesca cresce del 9 per cento e supera il 13 per cento dei consensi. Entra così nell’unico parlamento regionale in cui non era ancora rappresentata. Dalle politiche dell’anno scorso è entrata nel parlamento federale, Bundestag, con il 12,6 per cento. Dopo 18 anni alla guida della Cdu, Angela Merkel dunque, contrariamente a quanto annunciato ancora poche settimane fa, non si ricandiderà alla presidenza. Intende invece rimanere alla guida del governo federale fino alla scadenza naturale della legislatura, nel 2021. Ai vertici del partito ha fatto anche sapere che sarà in ogni caso il suo ultimo mandato: non si ricandiderà, non correrà per un seggio parlamentare e non ambirà a ruoli di primo piano nell’Unione europea.

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