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Merkel fa retromarcia sul nucleare

· L’Aiea esprime preoccupazione per la situazione delle centrali a Fukushima ·

. «Più presto la Germania uscirà dal nucleare e meglio sarà». Con queste poche parole il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è intervenuto, ieri, lasciando intendere la possibilità di una brusca frenata dei piani atomici di Berlino.

La dichiarazione di Merkel si aggiunge al blocco di tre mesi del funzionamento delle sette centrali più vecchie e agli stress test sugli attuali impianti europei decisi da Bruxelles. E molti analisti non hanno mancato di sottolineare che le dichiarazioni del cancelliere vanno lette anche in una prospettiva elettorale. Domenica nel Baden-Württemberg si terranno le elezioni e i sondaggi danno i Verdi in sostanziale ascesa. Il partito si assesta al venti per cento su base nazionale, contro il 33 per cento della Cdu. I Verdi, quindi, avrebbero raddoppiato i propri consensi rispetto alle politiche 2009 (circa il più 10,7 per cento). Ma soprattutto — sempre secondo gli analisti — un’eventuale alleanza tra socialdemocratici e Verdi otterrebbe sette punti in più rispetto alla maggioranza (45 contro 38 per cento). Claudia Roth, co-presidente dei Verdi, ha più volte attaccato la politica nucleare della maggioranza. In attesa di domenica, quando si voterà anche nella Renania-Palatinato, i cittadini tedeschi scelgono la piazza, dove sabato manifesteranno di nuovo contro il nucleare: a Berlino, Amburgo, Monaco di Baviera e Colonia, sono attese — secondo la stampa — oltre 100.000 persone.

Il commissario per l’Energia Ue, Gunther Öttinger, ha dichiarato ieri, di fronte alla plenaria del Parlamento europeo, che «una nuova valutazione dei rischi e nuovi standard per la sicurezza sono ineludibili» e questo «indipendentemente che si sia a favore o meno» del nucleare, fonte energetica che «comunque resterà ancora a lungo nel mix europeo in cui attualmente pesa per circa il 30 per cento». Di fronte alle obiezioni di molti parlamentari sulla «volontarietà» dello stress test che dovrà essere compiuto sulle 143 centrali nucleari presenti nella Ue (58 nella sola Francia), Öttinger ha replicato: «Dovremo fare in modo che tutti siano coinvolti, e se i test saranno un successo permetteranno di rafforzare la legislazione europea in vista della revisione che ci sarà nel 2014». Di fronte alle accuse di scarsi investimenti nel settore delle fonti rinnovabili, Öttinger ha reagito sostenendo che «la Commissione farà in modo di rispettare l’obiettivo di avere il 20 per cento di energia da rinnovabili nel 2020, ciò significa che avremo il 35 per cento dell’energia elettrica prodotta con queste fonti e gli Stati membri ci stanno seguendo». Tra 4-5 anni — ha spiegato il commissario Ue all’Energia — «le rinnovabili supereranno tanto il nucleare quanto il carbone e saranno la principale fonte di energia elettrica in Europa».

Nel frattempo, a livello internazionale, la situazione complessiva della centrale nucleare di Fukushima continua a generare «grave preoccupazione» per l’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), malgrado i progressi nel ripristino dell’energia elettrica ai diversi reattori. A esprimersi in questi termini, è stato Graham Andrew, consigliere tecnico dell’agenzia. «Non è stato possibile collegare all’elettricità agli strumenti del reattore tre, fumo si è levato da questo reattore, e i tecnici sono stati costretti ad abbandonare il sito» ha riassunto. Negli Stati Uniti la commissione americana per il nucleare, la Nuclear Regulatory Commission, ha votato per rivedere la sicurezza degli impianti nucleari americani. L’autorità ha creato una speciale task force che fornirà aggiornamenti regolari.

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