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​Merkel apre al dialogo
con Erdoğan

· Nonostante le profonde divergenze esistenti su vari temi ·

Tra Germania e Turchia restano «profonde divergenze» su vari temi ma il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno ribadito, nell’incontro avvenuto ieri pomeriggio a Berlino in occasione del viaggio del presidente turco in Germania, di impegnarsi per ricucire i rapporti, dopo due anni di relazioni tese. In particolare Merkel ha sottolineato la distanza tra i due paesi in tema di diritti umani e di libertà di stampa. Quale risultato concreto dell’incontro, è stato annunciato il possibile svolgimento a ottobre di un vertice sulla Siria, concentrato sulla situazione a Idlib. È stata ipotizzata la partecipazione di Russia, Turchia, Germania e Francia. «Ci sono questioni importanti per i cittadini tedeschi: abbiamo parlato in modo molto preciso, cercheremo di riconciliare le nostre posizioni ma potrebbe volerci molto tempo», ha detto Merkel, sottolineando che «solo con il dialogo si possono risolvere le controversie». «Ringrazio il cancelliere», ha affermato Erdoğan, sottolineando poi che «così come la Turchia non può interferire sul sistema giudiziario tedesco o criticarlo, così non si può criticare il sistema giudiziario turco». Il presidente turco ha anche aggiunto che a suo parere «la giustizia turca è indipendente, e si possono solo rispettare le sue decisioni». Nell’ambito della visita, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha ricevuto Erdoğan al Castello Bellevue, dove si è tenuta una cena con un centinaio di invitati. In Germania ci sono tre milioni di abitanti di nazionalità o origine turca: la più grande comunità di origine straniera presente nella Repubblica federale. E con 7.500 aziende tedesche con sede in Turchia, Berlino ha bisogno di «un’economia turca stabile», ha sottolineato Merkel. Secondo la stampa turca, le autorità turche hanno consegnato al cancelliere una lista di 69 persone accusate da Ankara di connivenze o complicità con presunte organizzazione terroristiche e che avrebbero trovato rifugio in Germania. La lista, in cui compaiono anche accademici e giornalisti, comprenderebbe anche gli indirizzi e fotografie delle persone indicate. Da parte tedesca non c'è stata finora nessuna conferma.  

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20 settembre 2019

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