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Mercato senza scrupoli

· In aumento le vittime minorenni della tratta di esseri umani ·

Sono nigeriane e rumene le più colpite

Un dramma che corrode nel profondo la società contemporanea. Il fenomeno della tratta e dello sfruttamento di minori nel mondo è per sua natura largamente sommerso, ma i dati disponibili sui casi emersi in 106 paesi sono più che allarmanti. Su 63.251 casi rilevati a livello globale, infatti, ben 17.710 (un un caso su quattro) riguardano bambini o adolescenti, con una larga prevalenza di genere femminile (12.650). I minori rappresentano il secondo gruppo più numeroso tra le vittime di tratta dopo le donne. Questi alcuni dei dati contenuti nel dossier «Piccoli schiavi invisibili 2017» redatto dall’organizzazione internazionale Save the Children, in collaborazione con altre ong, in vista della Giornata mondiale contro la tratta, in agenda domenica. La ricerca approfondisce i dati e i profili delle vittime e degli sfruttatori, offrendo così una fotografia molto chiara del fenomeno.

Piccolo migrante in un campo profughi

La tratta dei minori si dimostra molto radicata nei paesi dell’Unione europea, dove nel 2016 risultano almeno 15.846 vittime accertate o presunte, di cui le donne rappresentano il 76 per cento e i minori il 15 per cento. Le principali forme di sfruttamento emerse sono la prostituzione forzata (67 per cento) e lo sfruttamento lavorativo (21) soprattutto in ambito agricolo, manifatturiero, edile, nei servizi domestici e nella ristorazione. Nel 2016 il numero dei minori soli nigeriani arrivati via mare in Italia è triplicato (3040 casi). Inoltre, si è registrata una presenza crescente di adolescenti e bambine (anche di 13 o 14 anni) reclutate con l’inganno nel loro paese di origine, a Benin City o nelle aree rurali e nei villaggi più remoti degli stati dell’Anambra, del Delta e del Lagos. Vengono quindi portate in Libia e poi fatte arrivare in Italia per essere sfruttate nella prostituzione.

La filiera criminale nigeriana che gestisce la tratta a scopo di sfruttamento sessuale in Europa e in Italia è basata su fasi e ruoli ben definiti — dice il rapporto — a partire dalle adescatrici, che operano direttamente in Nigeria. Le bambine vittime possono subire ogni tipo di violenza durante il viaggio, nel quale vengono vendute e ricomprate più volte.

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18 ottobre 2018

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