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Meno restrizioni per i migranti
che raggiungono l’Europa

· Nota congiunta di Caritas e Jesuit Refugee Service ·

Aprire canali sicuri e legali per l’ingresso nell’Unione europea; introdurre un visto umanitario, agevolmente ottenibile tramite le ambasciate in Europa e nei Paesi di origine e transito dei migranti; facilitare i ricongiungimenti familiari per migranti e rifugiati; favorire l’integrazione dei profughi nelle nazioni di accoglienza; impegnarsi maggiormente per favorire il reinsediamento degli sfollati; estendere i programmi umanitari. 

Sono le proposte contenute in una nota congiunta che Caritas Europa e Jesuit Refugee Service Europa hanno diffuso mercoledì scorso, alla vigilia dell’incontro (in programma ieri e oggi a Bruxelles) tra i ministri dell’Interno del vecchio continente, incentrato proprio sulle politiche migratorie. Politiche — si legge fra l’altro nel documento — che «costringono persone disperate a prendere strade mortali». Per questo, entrambi gli organismi invitano i leader europei a «modificare il loro approccio restrittivo alle migrazioni», poiché «politiche incentrate sulla deterrenza, compreso l’accordo con la Turchia, non impediscono alle persone di cercare di raggiungere i Paesi europei». Anzi, tali politiche «prolungano le sofferenze» dei migranti e li spingono «nelle mani di contrabbandieri e trafficanti».

La nota ricorda che, secondo le ultime stime, oltre mille migranti sono morti nel giro di una settimana nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Un tentativo «disperato», scrivono la Caritas e il Servizio dei gesuiti per i rifugiati, che dimostra quanto sia «terrificante» la situazione attuale. «Come Papa Francesco — dichiara Jorge Nuño Mayer, segretario generale di Caritas Europa — sognamo un’Europa che riconosca il contributo necessario dei migranti alle nostre società e che si impegni a rispettare la dignità di ogni essere umano». Gli fa eco Jean-Marie Carrière, direttore regionale di Jrs Europa, il quale scrive che «l’Europa ha il potere di salvare e proteggere le persone. È solo una questione di volontà politica il fornire alle persone un modo sicuro per entrare nel continente, senza rischiare la vita. È ora di difendere e applicare la Convenzione sui rifugiati che gli europei hanno siglato dopo la seconda guerra mondiale e agire in base ai nostri valori fondanti».

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