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Meno burocrazia
per rilanciare le Nazioni Unite

· Il presidente degli Stati Uniti e il segretario generale auspicano una profonda riforma ·

Nella sua prima visita al palazzo di Vetro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato le Nazioni Unite per l’eccessivo peso della burocrazia all’interno dell’organizzazione e per la sua cattiva gestione, soprattutto in termini economici. «L’Onu deve concentrarsi sui risultati piuttosto che sulle procedure», ha detto Trump, chiedendo al segretario generale, António Guterres, e ai rappresentanti di tutti i 128 paesi presenti «riforme veramente audaci» per far sì che quest’organismo possa avere davvero la forza per promuovere la pace nel mondo. 

Palazzo delle Nazioni Unite a New York (Ap)

Alla vigilia del suo primo discorso di fronte all’assemblea generale, previsto per oggi pomeriggio ora italiana, il capo della Casa Bianca ieri ha preso parte a una riunione sulla riforma delle Nazioni Unite, sottolineando l’importanza del cambiamento dell’istituzione. Il presidente ha ricordato che «il bilancio delle Nazioni Unite è aumentato del 140 per cento dal 2000», accennando all’impegno finanziario sproporzionato del proprio paese rispetto a tutti gli altri. Da parte sua il segretario generale ha confermato il proprio impegno verso una riforma dell’istituzione che presiede. «Qualcuno mi ha recentemente chiesto che cosa mi tiene sveglio la notte. La mia risposta è semplice: la burocrazia. Strutture frammentate. Procedimenti bizantini. La burocrazia infinita», ha detto Guterres, sottolineando l’assoluta necessità di un cambiamento. Oltre alle riforme, la questione nordcoreana sarà uno degli argomenti più caldi al centro dei lavori. A margine dei lavori dell’assemblea si stanno svolgendo una serie di incontri informali. Tra questi una cena di lavoro tra Trump e alcuni leader di paesi latinoamericani durante la quale si è discusso della crisi in Venezuela. Secondo fonti di stampa, ai colloqui hanno preso parte i presidenti del Brasile, Michel Temer, della Colombia, Juan Manuel Santos, di Panamá, Juan Carlos Varela, e la vicepresidente argentina, Gabriela Michetti.

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18 ottobre 2019

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