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Meno arrivi ma più morti
nel Mediterraneo

· Diminuisce il numero di sbarchi rispetto allo scorso anno ma aumentano i migranti che perdono la vita ·

Diminuisce il numero dei migranti che arrivano in Europa ma aumenta il numero dei morti in mare. È quanto emerge dai dati aggiornati dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim).

Migrante soccorso al largo delle coste libiche (Afp)

Dall’inizio dell’anno, 314.003 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare, approdando soprattutto in Grecia (167.446) e in Italia (142.725). Nello stesso periodo, almeno 3610 persone sono annegate o risultano disperse. Ciò significa che, mentre gli arrivi sono diminuiti rispetto al 2015, il numero dei decessi è invece aumentato ed è già superiore a quello di 3673 registrato in tutto lo scorso anno.

Guardando al confine tra Italia e Francia, bisogna riferire della morte di una ragazza di 17 anni che tentava con alcuni familiari di passare da un paese all’altro nei pressi di Ventimiglia e che è stata travolta da un tir.

Intanto, il cancelliere tedesco Angela Merkel si prepara al viaggio che da domenica compie nell’Africa subsahariana, alla ricerca di intese per arginare flussi migratori in paesi di transito nella rotta che, attraverso la Libia, porta in Italia. L’occasione ufficiale è la visita ad Addis Abeba, dove martedì sarà inaugurato un quartier generale operativo dell’Unione africana, finanziato dalla Germania. Ma prima Merkel si recherà in Mali e in Niger, rispettivamente lunedì e martedì. Secondo le dichiarazioni del portavoce del cancelliere, Steffen Seibert, Mali e Niger «sono partner centrali nell’ambito dei partenariati europei» che si punta a creare sulle migrazioni. Al momento, non si parla di accordi sul modello di quello tra Ue e Turchia, che invece viene considerato per Egitto e Tunisia. Ma l’obiettivo con paesi come Mali e Niger è quello di promuovere progetti in loco per l’accoglimento di profughi e per il «rimpatrio di alcuni».

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23 ottobre 2019

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