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Memorie del Perú

· Fotografíe 1890-1950 ·

In una ricca geografia che coniuga foreste amazzoniche, ghiacciai tropicali, imponenti cordigliere e aridi deserti, le diverse culture autoctone del Perú — uno dei sei paesi considerati culla di civiltà nel mondo — entrarono a contatto con genti provenienti dall’Europa, dall’Africa e dall’Oriente. Fu una storia di conquista e di migrazione che finì col configurare uno scenario postcoloniale.

Carlos e Miguel Vargas, «Scuola pubblica» (Arequipa, 1925)

Questi elementi — geografia, società e cultura — hanno interagito in modi complessi, e a volte contraddittori, e hanno prodotto manifestazioni culturali sorprendenti. Una di queste è stata la fotografia. Come testimoniano le immagini che compongono Memoria del Perú. Fotografías 1890-1950 (mostra itinerante organizzata dal Centro Cultural Inca Garcilaso del ministero degli Affari esteri e dal Centro de la Imagen di Lima), la tradizione fotografica peruviana si è nutrita dell’innegabile talento di un gruppo di rinomati “creatori visivi” che utilizzarono la macchina fotografica — uno dei più insigni emblemi della modernità nel periodo che c’interessa — come mezzo per ritrarre, capire e interpretare il paese. Per una società come quella peruviana della fine del XIX secolo, frammentata geograficamente e culturalmente, l’immagine fotografica fu uno strumento fondamentale nella costruzione dell’idea di nazione.
Grazie a queste immagini — e a molte altre simili — il Perù, così come lo conosciamo oggi, cominciò a sorgere dinanzi a sé come una realtà afferrabile. Le meraviglie naturali del suo territorio, i grandi monumenti del suo passato precolombiano e i costumi ancestrali s’intessono con le aspirazioni modernizzatrici, l’avanzare dell’economia capitalista e i conflitti sociali di una società nazionale in formazione.

Memorie del Perú. Fotografías 1890-1950 , ci permette di rivivere un po’ di quel processo di costruzione e di valorizzare il talento di maestri dell’obiettivo come Max Telesforo Vargas, Martín Chambi, Carlos e Miguel Vargas, Juan Manuel Figeroa Aznar, Sebastián Rodríguez, Baldomero Alejos o Walter Osborne Runcie, per menzionare solo alcuni dei più importanti di questa mostra. (carlo trivelli)

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19 settembre 2018

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