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Meglio i poveri

· Il punto di partenza della teologia della liberazione ·

Sin dagli albori del cristianesimo sono emerse due fondamentali correnti di pensiero riguardo la povertà; entrambe possono essere ricondotte ai Vangeli e alla testimonianza di Gesù Cristo. La prima si concentra sulla sensibilità di Gesù verso i poveri e la loro sofferenza. Secondo Gesù i poveri venivano prima di tutto: bambini, donne, prostitut e ammalati. Seguire Gesù significava quindi essere aperti ai poveri e impegnarsi a fare qualcosa per alleviare la condizione scandalosa in cui erano costretti a vivere. La seconda linea di pensiero che deriva dal Vangelo, invece, è che lo stesso Gesù aveva vissuto una vita di povertà, e che quindi i cristiani, sin dalla loro origine, avevano capito che per essere discepoli avrebbero dovuto in qualche modo vivere anche loro una vita di povertà. Lo scrive Gustavo Gutiérrez nel libro Perché Dio preferisce i poveri (Bologna, Emi, 2015, pagine 64, euro 5). Entrambe le correnti di pensiero, aggiunge, sono vere ed evangeliche. Tuttavia, dobbiamo interpretare questi due punti di vista a partire dal nostro contesto storico e dalla nostra vita.

di Gustavo Gutiérrez

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22 settembre 2019

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