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Meglio del previsto l'economia europea

· La diagnosi del presidente della Banca centrale ·

La crescita dell'economia europea nella seconda parte del 2010 «darà risultati davvero eccezionali, meglio di quanto previsto». È un ottimismo con qualche venatura di prudenza quello espresso ieri dal presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet, illustrando la decisione dell'istituto di Francoforte di lasciare i tassi di riferimento invariati. Anche se l'Europa cresce, infatti, la crisi non è ancora alle spalle: le prospettive sul lungo termine restano modeste. In altre parole: la congiuntura attuale è ottima, ma per la fine dell'anno potrebbe arrivare un rallentamento.

«Ci aspettiamo — ha spiegato Trichet — che i due trimestri del secondo semestre 2010 siano meno dinamici del secondo trimestre, poiché il secondo trimestre sembra essere veramente eccezionale». Occorre considerare — ha aggiunto — «che siamo indubbiamente in ripresa e che una ricaduta nella recessione va esclusa; la crescita probabilmente resterà irregolare». La fiducia nelle banche sta risalendo: già a settembre la Bce potrebbe tornare a mettere mano alla «exit strategy», ritirando un altro pacchetto di misure straordinarie dispiegate contro la crisi. E il mercato dei bond governativi europei, che sotto la crisi greca aveva fatto temere il peggio, è molto migliorato.

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