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Meglio abbondare

· ​Giubileo e sacramento della Penitenza ·

Jean Guitton «Il pozzo di Giacobbe» (1935-71)

Quando l’uomo decide di avvicinarsi al confessionale per “vuotare il sacco” ed è lacerato dal mistero del male e probabilmente avrà subito un travaglio interiore per aprirsi al sacerdote, noi dobbiamo stare molto attenti a non allontanare e cacciare nessuno. Noi sacerdoti non siamo “proprietari del sacramento” ma fedeli servitori del perdono di Dio. Siamo chiamati a essere nel confessionale un segno concreto della continuità dell’amore divino che perdona e salva. Uno scrittore italiano, Sandro Veronesi, racconta come nell’anno 2000, nel giorno del giubileo della gioventù, era presente lì al Circo Massimo dove si svolgevano le confessioni. In quell’occasione, diceva, gli è venuta la voglia di andare a confessarsi. Era da trent’anni che non andava in chiesa, da quando aveva fatto la cresima. Dopo un po’ di tentennamento, alla fine ha deciso di avvicinarsi. Ha saltato il recinto e si è messo in cammino verso uno dei confessori. Un tale, che era responsabile dell’organizzazione sul posto, gli si avvicinò e lo fermò perché non aveva il pass. «Così — ricorda Veronesi — sfumò il mio rientro nel cattolicesimo». Mi auguro che non ci siano troppi Veronesi oggi.

di Mario Grech

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18 settembre 2019

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