Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Mediterraneo
e futuro dell’Ue

· Piano sui migranti mentre si parla di Europa a due velocità ·

Bruxelles, 4. L’Europa approva il piano per chiudere la rotta dei migranti dalla Libia verso l’Italia, con la promessa di fare qualcosa per migliorare le condizioni di vita nei centri dove verranno riportati. Intanto, per il futuro dell’Ue riemerge l’idea di un’unione a due velocità. È il cancelliere tedesco Angela Merkel a parlarne.

Nel vertice informale di Malta, che si è svolto ieri, i 28 hanno dato il via libera alle proposte di azione preparate dall’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Ue, Federica Mogherini, e dalla commissione europea per fermare i flussi nel Mediterraneo. Lo hanno fatto dopo aver salutato con favore l’accordo firmato, a Roma, dal presidente del consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni, e il capo del governo di unità nazionale libico, Fayez Al Sarraj, che a livello bilaterale propone lo stesso tipo di intervento. In sostanza, si tratta di assicurare contributi finanziari e formazione professionale alle forze di Tripoli perché blocchino le partenze o gestiscano i salvataggi e i rientri dei migranti che si avventurano dalle coste libiche a quelle italiane.

Il piano punta a tagliare gli arrivi dal paese africano, così come l’intesa di un anno fa tra Bruxelles e Ankara ha fatto crollare del 98 per cento quelli dalla Turchia. Allora sono stati impegnati tre miliardi in tre anni, ora ci sono 200 milioni aggiuntivi per il 2017 dal bilancio europeo e, forse, altri contributi da Francia e Germania.

La Caritas italiana denuncia però i rischi di un accordo «fatto contro i più deboli» definendolo «un’operazione a perdere per tutti». L’Organizzazione internazionale per i migranti (Oim) e l’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) raccomandano invece la serietà di «investimenti e presenze, per rendere la permanenza dei rifugiati più civile umana e organizzata».

Joseph Muscat, primo ministro di Malta, presidente di turno dell’Ue, ha dichiarato che «per la prima volta si raggiungono progressi importanti e allo stesso tempo c’è unità, due aspetti che non vanno sottostimati». E proprio l’unità viene invocata a proposito degli altri due temi affrontati nel vertice, che rappresentano le sfide più urgenti per Bruxelles. Secondo quanto emerso dalle varie dichiarazioni dei leader, il primo tema è quello del rapporto con gli Stati Uniti con la presidenza di Donald Trump. A questo proposito, alcuni si sono detti d’accordo con il presidente francese, François Hollande, che ha definito «inaccettabile il fatto che il tycoon-presidente faccia pressioni su quello che l’Europa debba o non debba essere».

L’altro tema è il futuro della Ue dopo la Brexit, che — ha affermato Angela Merkel — potrebbe essere a «differenti velocità». Secondo Merkel, i leader europei potrebbero impegnarsi in tal senso fin dal prossimo 25 marzo, quando si incontreranno a Roma per le celebrazioni del sessantesimo anniversario del Trattato che istituì la comunità europea. In quell'occasione i leader europei saranno chiamati a tracciare la tabella di marcia da seguire per ripensare un’Europa senza il Regno Unito. Merkel ha dichiarato che «non tutti parteciperanno ai vari passi dell’integrazione europea». Già nel vertice a La Valletta altri hanno avanzato proposte. Ad esempio, i tre paesi del Benelux hanno ribadito che tra le priorità assolute dei prossimi mesi deve esserci l’obiettivo di sviluppare la difesa comune europea.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

12 dicembre 2018

NOTIZIE CORRELATE