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Mediterraneo di plastica

· Uno studio rivela livelli allarmanti di rifiuti ·

Il Mediterraneo è sempre più un mare di plastica, invaso da mozziconi di sigarette, contenitori per alimenti, bottiglie di ogni tipo e polistirolo. La situazione è allarmante soprattutto in quelle che un tempo erano considerate le aree più belle di questo mare: l’Adriatico e lo Ionio. 

A certificarlo, per la prima volta in maniera tanto precisa e vasta, è stato un rapporto realizzato da nove enti di ricerca e sette stati (Italia, Albania, Bosnia, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia) di cui danno conto anche numerosi media. I ricercatori hanno analizzato 70.000 campioni di rifiuti reperiti su 18 chilometri di coste. La plastica rappresenta circa il 90 per cento dei materiali inquinanti, a dimostrazione che i tanti sistemi di depurazione non stanno funzionando a dovere o che esistono aspetti del problema non ancora esaminati a fondo. Uno dei siti più inquinati è il Golfo di Venezia, sia sulla superficie che sui fondali. La ricerca — finanziata con soldi dell’Unione europea — ha preso in considerazione non soltanto la spazzatura ritrovata sulle spiagge, ma anche quella presente sulle superfici acquatiche e sul fondo marino. In media — riferiscono gli esperti — su ogni chilometro quadrato di acqua galleggiano 332 rifiuti: per il quaranta per cento sono sacchetti e pezzi di plastica; più di uno scarto su dieci (il 12,5 per cento) è rappresentato da pezzi di contenitori di polistirolo usati per il pesce. Ogni anno nel mondo si producono circa 500 miliardi di sacchetti di plastica e questi costituiscono almeno il quaranta per cento dei rifiuti prodotti dall’uomo. Per non parlare — rilevano gli esperti — delle penne a sfera, degli accendini usa e getta, dei tappi di bottiglia e delle bottiglie stesse, solo per citare i tipi di rifiuti più comuni. Nel Mediterraneo ci sono fondali dove si superano anche i mille oggetti per chilometro quadrato: il doppio rispetto alla media.

La questione climatica è uno dei punti cruciali, e più dibattuti, dell’agenda internazionale.

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22 agosto 2019

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