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Un matrimonio insolito

· ​Da Saints-Marie-de-la-mer ·

Sud della Francia, un sabato qualsiasi di settembre, ore 12.30 in punto. Un uomo e una donna contraggono matrimonio all’altare del Signore. Fin qui, tutto potrebbe apparire molto ordinario, e di fatto lo è, come le cose importanti della vita. Quando però si ha avuto la gioia di parteciparvi, nulla è così scontato. 

Una veduta della Camargue

Sì perché il giovane, francese e cattolico si unisce in matrimonio con una giovane di tradizione ebraica originaria di uno dei Paesi a grande maggioranza musulmana. Solo pochi decenni orsono, prima del concilio Vaticano ii, un matrimonio di disparità di culto non era nemmeno immaginabile da parte cattolica.
Tutto si svolge in una chiesa del sud della Francia, a Saintes Maries-de-la-mer, che secondo la leggenda è il luogo raggiunto dalle due Marie, Maria la madre di Giacomo e Giovanni e Maria, la sorella della Madre di Gesù. Da quel sacro luogo ha preso l’avvio la cristianizzazione della Francia, fille aînée de l’Eglise (figlia maggiore della Chiesa).
In questa chiesa dell’omonima cittadina si conservano le reliquie delle sante e anche quelle di santa Sara che servì le due Marie e santa venerata dalla comunità Rom. Secondo un’altra tradizione agiografica, in questo luogo sarebbe anche approdata la Maddalena.
Sempre secondo la tradizione, la Maddalena avrebbe terminato i suoi giorni a varie decine di chilometri, nella grotta detta della Sainte-Baume. Insomma, la Camargue e la regione di Marsiglia sembrano aver accolto verso la fine del i secolo le sante donne del Vangelo — da cui il plurale les Saintes Maries — in fuga dalle persecuzioni che imperversavano contro i cristiani.
Siamo distanti allora dal pensare che tale matrimonio sia privo di impatto simbolico perché qui nella Chiesa dove sono conservate le reliquie delle due Marie, due mondi si sono uniti nell’amore davanti ad un vicario patriarcale di una delle comunità cristiane più antiche della storia: la chiesa caldea, cattolica e profondamente orientale che parla ancora la lingua di Gesù, l’aramaico.
La celebrazione iniziata con il consueto scambio del consenso da parte di entrambi gli sposi prosegue con le letture e poi ancora il rito dell’incoronazione degli sposi — proposto anche dal nuovo rituale della Chiesa cattolica italiana — preceduto dal momento in cui si lega al braccio destro un fiocco, ricordo del sigillo di questo sacro scambio.
Un rito estremamente suggestivo e commovente quando lo si scopre nella sua verità antropologica e religiosa, è la processione intorno all’altare da parte degli sposi preceduti dal sacerdote che indica la direzione da tenere intorno al Dio d’amore.
Il matrimonio è un pellegrinaggio nell’amore umano verso l’amore divino, un riflesso di questa scintilla divina che si posa nel cuore, nello spirito e nel corpo di un uomo e una donna. In un’epoca dove la divisione culturale, sociale, religiosa ed etnica prende il sopravvento sull’unione e sull’unità del genere umano, il matrimonio celebrato nella chiesa della due Marie è un inno alla vita e al vero amore.
Anziché farsi piccino, inclusivo od esclusivo, questa celebrazione sembra ricordare che l’amore nel matrimonio più è capace di oltrepassare le barriere dell’apparente separazione e più diventa indissolubile, forte, unico.

di Alberto Fabio Ambrosio

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20 maggio 2019

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