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In Medio oriente
i cristiani non sono stranieri

· Il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali rilancia gli appelli del Papa ·

«La violenza deve essere superata con la pace». È l’invocazione del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, che dagli Stati Uniti d’America ha rilanciato i ripetuti appelli di Papa Francesco per i cristiani perseguitati e per le cessazione delle ostilità nelle diverse zone del Medio oriente insanguinate da conflitti.

Bambini tra le macerie di un edificio a Rafah (Afp)

Il porporato è stato invitato domenica 20 luglio a Los Angeles, dalla locale comunità libanese, per celebrare nella cattedrale maronita la festa dei santi Charbel ed Elia. Rivolgendosi ai circa quattrocento fedeli presenti, il cardinale Sandri ha espresso il proprio dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti, in particolare per i cristiani di Mossul in Iraq e di Aleppo in Siria. «Le loro case e chiese — ha ricordato — sono state saccheggiate e incendiate». Ma «se essi sono oggi i più minacciati», è tutta l’area a trovarsi «nell’insicurezza, purtroppo favorita dall’indifferenza di molti». Basti pensare alla Terra santa, da dove continuano a giungere preoccupanti notizie sull’aggravarsi delle violenze.

In proposito il porporato ha parlato di una Palestina «in lacrime», i cui abitanti non possono essere persone e cristiani «in serenità e dignità. Le loro lacrime sono le nostre — ha aggiunto — ma noi condividiamo la stessa speranza che è Cristo; e Gesù Cristo è fedele. Per questo perseveriamo insieme nello stesso cammino».

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24 agosto 2019

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