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Mea culpa europeo

· Per il presidente della Commissione Juncker la risposta di Bruxelles all’immigrazione è stata inadeguata ·

Sull’immigrazione l’Europa e riconosce le proprie inadempienze. Come ha detto oggi il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, durante la riunione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, «la risposta è insufficiente: è stato un grave errore aver interrotto Mare Nostrum. 

Migrante soccorso sulle coste italiane

Questo errore ha provocato perdite di vite umane». Ma ancor più grave è stato «lasciare sola l'Italia». Dopo la terribile tragedia del naufragio nella notte dello scorso 19 aprile, «dal Consiglio Ue straordinario sono arrivate risposte immediate ma insufficienti». Una presa di posizione molto netta, quella di Juncker, che evidenzia quanto l’Ue sia ancora lontana dall’aver raggiunto non solo un piano d’azione, ma prima di tutto una consapevolezza comune della gravità del problema migratorio. Ma i segnali positivi ci sono: oggi, sempre nella riunione plenaria del Parlamento, sarà votata una risoluzione sulla distribuzione dei richiedenti asilo che prevede una ripartizione dei profughi per quote nei diversi Paesi. Il vertice a Bruxelles sull’immigrazione del 23 aprile scorso ha dato mandato all'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, di iniziare subito la preparazione di un’eventuale missione di carattere militare per individuare e distruggere i barconi dei trafficanti nascosti lungo le coste libiche. Per avere il via libera Mogherini deve cercare di ottenere, con l’aiuto di Francia e Regno Unito (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza) e della Spagna (membro di turno), un mandato dell’Onu. Una missione difficile, dicono gli analisti, anche perché il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha dichiarato che «distruggere i barconi non è la strada giusta», anche se «vanno fermati gli scafisti che li usano».

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25 marzo 2019

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