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May a Bruxelles
con una proposta

· ​Alla ricerca di un’intesa sul backstop e per confermare i tempi previsti della Brexit ·

Theresa May  a Belfast  a colloquio con imprenditori (Ap)

Il premier britannico si recherà giovedì a Bruxelles, per incontrare il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Theresa May dovrà presentare le «nuove proposte» sul backstop, il discusso meccanismo di salvaguardia della frontiera aperta fra Irlanda e Irlanda del Nord sul quale a Westminster si è incagliata la ratifica dell’accordo di uscita del Regno Unito dall’Ue, raggiunto a novembre scorso. Ieri, negli incontri a Belfast May ha ribadito la volontà di formalizzare l’uscita il 29 marzo, malgrado qualche pressione verso un possibile rinvio. E ha promesso un accordo ratificato in modo da allontanare lo spettro di un distacco senza accordo, il cosiddetto no deal.

Agli imprenditori incontrati nella capitale dell’Irlanda del Nord, il premier ha ribadito «l’impegno assoluto» per il mantenimento di un confine «senza barriere» in terra irlandese, nel rispetto dello storico accordo di pace del Venerdì Santo del 1998. E May ha insistito sulla necessità di garantirsi «un vasto sostegno» a Westminster, dove il suo governo deve poter contare sui voti del maggior numero possibile di esponenti dei Tories e di quelli degli alleati del partito unionista nordirlandese (Dup). Theresa May ha spiegato che si può fare introducendo alcuni «cambiamenti» al backstop «senza pretenderne la completa eliminazione». L’obiettivo del governo Tory è di mettere a punto «urgentemente», entro giovedì, tre alternative concrete al backstop da sottoporre al presidente della Commissione. È quanto ha sottolineato un portavoce di Downing Street a margine del consiglio dei ministri di ieri mattina. Si parla di strumenti tali da assicurare che l’ipotetica attivazione del sistema di emergenza non sia a tempo indeterminato; oppure che la Gran Bretagna disponga di un qualche percorso di uscita unilaterale; o ancora che lo stesso backstop possa essere lasciato da parte per valutare altri meccanismi tecnici diversi. A questo proposito sta lavorando con un gruppo di studio in cui sono rappresentate le diverse posizioni all’interno del partito conservatore.

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14 ottobre 2019

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