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​May affronta
il voto di sfiducia

· Dopo la pesante sconfitta ai Comuni sull’accordo con Bruxelles per l’uscita dall’Ue ·

I conservatori fanno quadrato per sostenere il premier

Theresa May a Westminster durante il dibattito  sull’accordo per la Brexit (Ansa)

Dopo la pesante sconfitta ai Comuni nel voto sull’accordo per la Brexit, il premier britannico Theresa May affronta oggi a Westminster una mozione di sfiducia presentata ieri dal leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, con l’obiettivo delle elezioni anticipate. La maggioranza sta facendo quadrato: il partito Tory, anche il gruppo che ha votato contro l’accordo, e gli unionisti nordirlandesi del Dup hanno annunciato che sosterranno May votando la fiducia. «Non ho sentito di un solo deputato Tory intenzionato a non sostenere May» ha dichiarato oggi Jacob-Rees Mogg, uno dei più importanti esponenti dei conservatori, nonché tra i massimi critici dell’accordo con Bruxelles.

La sconfitta è stata netta, come non se ne vedevano da anni: l’accordo tra Londra e Bruxelles sulle modalità della Brexit è stato bocciato con 432 voti contrari. Soltanto 202 quelli a favore. Ciò significa che contro l’accordo hanno votato non solo le opposizioni compatte, ma anche una grossa fetta dei deputati del partito conservatore (esattamente 118), sostenitori della Brexit ma non dell’accordo. Prima del voto May ha fatto un lungo intervento, a tratti molto teso, nel quale ha rivendicato la bontà dell’intesa con Bruxelles e gli sforzi del suo esecutivo. «Dire no alla ratifica dell’accordo proposto significherebbe generare incertezza, divisioni e un rischio concreto di no deal o di no Brexit» ha spiegato il premier. «L’accordo rispetta la volontà democratica espressa dal popolo britannico nel referendum del 2016 e apre la strada a un futuro migliore per il paese» ha sottolineato. Subito dopo l’esito del voto, May ha detto di non volersi dimettere: «Ritengo che sia mio dovere portare a compimento il processo iniziato: intendo farlo». In Europa, intanto, si guarda con apprensione agli sviluppi del confronto politico britannico. «Cerchiamo di trovare una soluzione ordinata, ma siamo anche preparati all’opzione che una tale soluzione non ci sia» ha detto oggi il cancelliere tedesco, Angela Merkel. «Abbiamo ancora tempo per trattare ma adesso la premier britannica deve fare una proposta» ha aggiunto il cancelliere.

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