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Mattina di terrore a Tripoli

· L’Unhcr torma a denunciare la tragica condizione dei rifugiati ·

Ancora violenze a Tripoli. Questa mattina uomini armati hanno attaccato la sede della compagnia petrolifera libica, National oil corporation (Noc). Almeno due guardie hanno perso la vita e una decina di persone sono rimaste ferite. Le Forze speciali di deterrenza (Rada) hanno ripreso il pieno controllo dell’edificio. In una nota, il ministero dell’interno del governo di concordia nazionale libico ha parlato di «vile atto che ha voluto creare uno stato di terrore e tensione tra tutti i cittadini», spiegando che l’obiettivo delle violenze, che si moltiplicano da giorni, è «rimescolare le carte e distruggere l’opportunità di portare a termine il processo democratico». 

Intanto, all’aggravarsi degli scontri in Libia corrisponde il dramma di nuove «atrocità indicibili commesse contro i rifugiati e i richiedenti asilo nelle strade di Tripoli», perfino su un bambino di un anno. È la denuncia contenuta nel rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che documenta il «drastico deterioramento» della situazione dei migranti che vivono nelle aree urbane a seguito degli scontri dei giorni scorsi. L’Agenzia Onu sollecita «misure alternative alla detenzione» e chiede un intervento urgente al centro di raccolta di Tripoli dove, secondo l’Unhcr, continuano scontri e violenze.
L'Agenzia per i rifugiati fa sapere che sta indagando sul fatto che alcuni trafficanti di esseri umani avrebbero intercettato migranti al loro arrivo in Libia indossando abiti con logo simile a quello dell’Unhcr o di altre agenzie dell’Onu, sottoponendoli poi ad abusi e violenze. Nella nota di denuncia l’agenzia si dice «sgomenta» e chiede alle autorità libiche di agire contro tutti i criminali che cercano di colpire rifugiati e migranti disperati. «Secondo alcuni rapporti ritenuti affidabili dalle nostre fonti e secondo i rifugiati stessi — scrivono funzionari dell’agenzia — sembrerebbe che alcuni trafficanti stiano spacciandosi per personale delle Nazioni Unite, incluso l’Unhcr, in diverse località della Libia».

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26 agosto 2019

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