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Matthew devasta Haiti

· L’uragano ora minaccia anche gli Stati Uniti ·

Dopo avere seminato morte e distruzione ad Haiti, l’uragano Matthew ha cominciato oggi a fare sentire i suoi effetti lungo la costa orientale della Florida, con venti impetuosi che soffiano a 230 chilometri orari, diventando di ora in ora sempre più pericoloso. 

Gli effetti della furia di Matthew nella città haitiana di Jeremie (Afp)

Ad Haiti, dopo il passaggio dell’uragano — di categoria 4 su 5 della scala Saffir Simpson — la situazione è catastrofica. In uno dei Paesi più poveri del mondo, che ancora fatica a riprendersi dal terribile terremoto del gennaio del 2010, il bilancio delle vittime aumenta man mano che passano le ore e i soccorritori soltanto con enormi difficoltà a causa di crolli e alluvioni riescono a raggiungere le zone isolate. Il bilancio non è ancora accertato, ma al momento si contano oltre 340 vittime. Decine i dispersi, con molti feriti ricoverati in ospedale in gravissime condizioni. Un telegramma a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di stato, è stato inviato al presidente della conferenza episcopale di Haiti, cardinale Chibly Langlois. Nella sola città di Roche-à-Bateaux i morti sono 50, mentre nella vicina Jeremie l’80 per cento degli edifici sono andati completamente distrutti, così come 30.000 abitazioni nel sud del Paese caraibico. Sono circa un milione e 300.000 gli haitiani colpiti dall’uragano, la metà dei quali bambini. Oltre 16.000 persone sono in fuga, in cerca di riparo. E come detto, ora l’emergenza è alta anche in Florida. Il servizio di meteorologia statunitense ha confermato che Matthew è l’uragano più violento che si abbatte sul Paese in 118 anni. Oltre alla Florida, il presidente Obama ha dichiarato lo stato di emergenza anche nel South Carolina e in Georgia. Nelle zone interessate è stato ordinato lo sgombero di più di tre milioni di persone.

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