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Mattarella chiede responsabilità ed equilibrio

· Bruxelles boccia la manovra italiana ·

Il presidente italiano all’assemblea dell’Anci (Ansa)

Nel giorno in cui l’Unione europea, respingendo la manovra presentata dal governo italiano, ha bocciato per la prima volta il documento programmatico di bilancio di uno stato membro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ieri lanciato un messaggio chiaro alle forze politiche. Lo ha fatto da Rimini parlando all’assemblea dell’Associazione nazionale comuni italiani. «La logica dell’equilibrio di bilancio — ha detto il capo dello Stato italiano — non è quella di un astratto rigore: ci deve sempre guidare uno sguardo più lungo sullo sviluppo, la sua equità e la sua sostenibilità, e, al contempo, occorre procedere garantendo sicurezza alla comunità, scongiurando che il disordine di enti pubblici, e della pubblica finanza, produca contraccolpi pesanti anzitutto per le fasce più deboli, per le famiglie che risparmiano pensando ai loro figli, per le imprese che creano lavoro». Questa responsabilità, ha aggiunto Mattarella, «accomuna chiunque svolga funzioni rappresentative, qualunque sia la sua militanza politica, perché si tratta di un bene comune, di un patrimonio indivisibile». Come accennato, con una mossa senza precedenti, la Commissione europea ha rispedito al mittente il documento programmatico per il 2019 approvato dal governo italiano, chiedendo la presentazione di un nuovo testo entro tre settimane. La bocciatura della manovra non è che il primo passo di un lungo percorso che potrebbe in ultima analisi portare all’apertura della procedura per debito eccessivo con sanzioni pecuniarie. Ma Bruxelles non vuole parlarne per ora. «Lasciamo una possibilità al dialogo», ha dichiarato il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, sottolineando che quella attuale è ancora una fase «di dialogo costruttivo, sebbene all’interno di un quadro chiaro e di una decisione forte e senza precedenti».

Il clima è comunque molto teso.

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24 maggio 2019

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