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Massima tensione
nella penisola coreana

· ​Pyongyang pronta a un altro esperimento nucleare ·

La Corea del Nord ha la capacità di far esplodere un altro ordigno nucleare in qualsiasi momento: a lanciare l’allarme sono fonti ufficiali di Seoul, tre giorni dopo che il regime comunista di Pyongyang ha portato a termine il suo quinto e più potente test nucleare, scatenando preoccupazioni in tutto il mondo. 

Il portavoce del ministero della Difesa sudcoreano, Moon Sang Gyun, si è rifiutato di dichiarare quali prove suggeriscano la possibilità di un altro test nordcoreano. Subito dopo l’ultimo test, Kim Hwang Rok, alto ufficiale dell’intelligence sudcoreana, aveva detto che la Corea del Nord possiede due o tre tunnel non utilizzati nel sito di test atomici di Punggy-ri, dove può mettere in atto, in qualunque momento, un ulteriore esperimento.
Si fa dunque sempre più incandescente l’atmosfera nella penisola coreana. E non mancano le accuse reciproche, con le relative minacce. Seoul ha avvertito Pyongyang che «ridurrà in cenere i propri vicini» se minacciata, ma il regime di Kim Jong Un insiste per la sua strada e ha chiesto agli Stati Uniti di essere riconosciuto come uno Stato nucleare.
La comunità internazionale è appunto in fibrillazione da venerdì scorso, quando la Corea del Nord ha effettuato un test nucleare che ha dimostrato la sua capacità di installare le testate atomiche su missili balistici. Dopo la condanna unanime delle principali potenze, inclusa la Cina, tradizionale alleata di Pyongyang, il Consiglio di sicurezza dell’Onu si è attivato per studiare nuove sanzioni. Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud stanno valutando di prendere anche iniziative unilaterali e congiunte. La Corea del Sud ha più volte avvertito di avere un piano per difendersi da Pyongyang nel caso di segnali di un imminente attacco nucleare.
Il ministero degli Esteri anzi ha respinto al mittente le minacce di nuove sanzioni, definendole «ridicole» e «senza senso», e ribadendo che «il rafforzamento della capacità nucleare in qualità e quantità continuerà per tutelare la nostra dignità e il diritto a proteggerci dalle minacce degli Stati Uniti di una guerra nucleare» si legge in un comunicato ufficiale. Gli attacchi di Pyongyang sono diretti soprattutto a Washington, che con «Obama sta cercando in tutti i modi di negare la posizione della Corea del Nord come legittimo Paese dotato di armi nucleari».
Il ministro degli Esteri della Corea del Nord, Li En Ho, «in questo momento si trova a Pechino» e da lì volerà presto a Mosca per poi ripartire alla volta del Venezuela, dove parteciperà a una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi “non allineati”: ha fatto sapere l’agenzia Interfax citando l’ambasciata nordcoreana a Mosca.

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14 ottobre 2019

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