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​Massacro di civili
nel Ghouta orientale

· ​Almeno 250 persone uccise dai bombardamenti dell’esercito siriano mentre si intensificano gli scontri ad Afrin ·

Si fa sempre più drammatica la situazione in Siria. Nel Ghouta orientale, area nella periferia di Damasco, hanno perso la vita 250 persone, tra cui almeno 60 bambini, e altre 1000 sono rimaste ferite nelle ultime 48 ore, per l’intensificarsi dei bombardamenti dell’esercito siriano che cerca di colpire forze ribelli. «Profonda preoccupazione» è stata espressa dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per il peggioramento della crisi e per il suo impatto devastante sui civili, che aggrava la già drammatica situazione di quasi 400.000 persone, tra cui molte donne e minori. Guterres ha invitato i belligeranti a rispettare i principi fondamentali del diritto umanitario, compresa la protezione dei civili durante i conflitti armati. Il segretario generale ha ricordato che il Ghouta orientale è stato indicato come una delle zone di de-escalation da Russia, Iran e Turchia — durante i colloqui organizzati da questi paesi ad Astana, in Kazakhstan — e ha invitato tutte le parti in conflitto a «rispettare i loro impegni in questo senso». Nonostante se ne parli di più negli ultimi giorni, l’assedio a Ghouta orientale non è iniziato ora: l’area è circondata dal 2013. Per diverso tempo è stato possibile per i ribelli e la popolazione civile far entrare beni di ogni tipo sfruttando tunnel sotterranei, ma da quando le forze alleate del presidente Bashar Al Assad hanno preso il controllo sui territori circostanti questo tipo di traffici si è interrotto.

Le immagini e le testimonianze degli ultimi giorni sono molto forti. I bombardamenti, compiuti da aerei siriani e russi, stanno colpendo anche ospedali e altre infrastrutture civili. Gli abitanti di Ghouta orientale si nascondono nei rifugi sotterranei, che però non sempre si dimostrano sicuri. Ma nella Siria che continua a essere dilaniata dal conflitto ormai a sette anni dall’inizio dei combattimenti, si combatte in questa fase anche a nord ovest, intorno alla città a maggioranza curda di Afrin e nel distretto di Manbij. Anche in questa zona c’è un’escalation di violenza. Nelle ultime ore truppe fedeli ad Assad sono entrate ad Afrin in aiuto dei curdi, rischiando un confronto con le forze turche che da settimane conducono un’offensiva nella zona. 

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