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Massacrati
quattro laici cattolici
in Burkina Faso

Nuovo attacco contro i cattolici in Burkina Faso. Quattro laici cattolici sono stati uccisi nel villaggio di Bani, a pochi chilometri da Bourzanga, nel nord, durante un assalto da parte di un gruppo jihadista che, prima dell’esecuzione, ha diviso gli abitanti in base alla loro appartenenza religiosa.

La strage risale al 27 giugno scorso, ma la notizia è stata divulgata ieri da padre Victor Ouedraogo, direttore del centro per le comunicazioni sociali della diocesi di Bourzanga. Prima della strage, i jihadisti armati di machete e fucili hanno identificato, casa per casa, gli abitanti che avevano una piccola croce al collo o altri simboli religiosi. Lo riferisce l’Agenzia Fides, precisando che il giorno successivo, il commando si sarebbe recato a Pougrenoma, un altro villaggio della parrocchia di Bourzanga, per minacciare i cristiani affinché si convertano per non essere giustiziati nelle prossime incursioni. In questo caso, secondo le testimonianze locali, non avrebbero fatto vittime. Tuttavia, i jihadisti — afferma in un comunicato don Ouedraogo — avrebbero dato, tramite un messaggio, un ultimatum ai cristiani e intimato le Forze di difesa e sicurezza (Fds), nonché i rappresentanti del governo, ad abbandonare la zona.

Con l’attacco di Bani, sale a dodici il bilancio dei cattolici uccisi dai terroristi, nell’arco di due mesi, a causa della loro fede nella diocesi di Ouahigouya. Finora gli attacchi ricorrenti e le minacce sempre più pressanti hanno costretto molti cristiani ad abbandonare i loro villaggi per raggiungere le parrocchie centrali.

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