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Martiri, giovani e migranti

· I volti del giubileo in Corea del Sud ·

 Martiri, giovani, migranti: ha tre volti in Corea del Sud il giubileo della misericordia. È quanto spiega monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione episcopale Giustizia e pace, commentando i primi passi dell’anno santo. 

Anche a Daejeon, come nel resto del mondo cattolico, domenica scorsa è stata aperta la porta santa della cattedrale. «La misericordia di Dio — sottolinea il presule all’agenzia Asia News — è la faccia della Chiesa, criterio di fedeltà al Signore. Anche e soprattutto per i cristiani: al mondo servono perdono e riconciliazione. Io spero che il giubileo possa cambiare la Corea. È un tempo di grazia di cui abbiamo bisogno».

Tuttavia, proprio la diocesi di Daejeon ha un’importanza tutta particolare per la Chiesa cattolica coreana. Nel suo territorio si trova la cosiddetta “culla” dei martiri, vittime delle persecuzioni religiose avvenute tra il xviii e il xix secolo, autentici fondatori della Chiesa locale. «Ecco perché abbiamo aperto anche tre porte sante speciali proprio nei luoghi del loro martirio. Fra questi vi sono anche Solmoe e Haemi, visitati da Papa Francesco durante la sua visita apostolica nell’estate del 2014. Qui sono sepolti i martiri. Sono esempi che dobbiamo tenere sempre nel cuore».

Il 2016 segnerà, poi, il centocinquantesimo anniversario della persecuzione di Byeong-a, considerata più letale nella storia della Chiesa cattolica coreana. Per fare memoria di questo evento, il 23 febbraio, giorno in cui iniziò la persecuzione, speciali celebrazioni sono previste presso le porte sante aperte nei diversi santuari dedicati ai martiri.

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07 dicembre 2019

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