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​Martiri in Brasile

· ​Saranno canonizzati dal Pontefice il 15 ottobre ·

Nel panorama delle guerre di religione, che insanguinarono l’Europa e i Paesi da essa colonizzati tra il XVI e il XVII secolo, va inquadrata la vicenda del martirio di padre André de Soveral, di padre Ambrósio Francisco Ferro, di Mateus Moreira e dei loro 27 compagni, che — beatificati il 5 marzo 2000 da Giovanni Paolo II — saranno canonizzati da Papa Francesco domenica 15 ottobre, in piazza San Pietro.

Il monumento ai martiri a São Gonçalo do Amarante

L’evangelizzazione nel Rio Grande do Norte, Stato del nord-est del Brasile, fu iniziata nel 1597 da missionari gesuiti e sacerdoti diocesani, provenienti dal cattolico Portogallo, con la catechesi degli Indios e con la formazione delle prime comunità cristiane.

Nei decenni seguenti ci furono sbarchi di francesi e olandesi, intenzionati a scalzare dai luoghi colonizzati i portoghesi; nel 1630 gli olandesi riuscirono a prevalere nella regione del nord-est. Essi, di religione calvinista e accompagnati dai loro pastori, provocarono nella zona, fino ad allora pacifica, una forte conflittualità, per cui ci fu una restrizione della libertà di culto e i cattolici vennero perseguitati.

In questo contesto si colloca la strage dei martiri di Natal, che si articolò in due fasi. Il primo episodio si verificò, il 16 luglio 1645, a Cunhaú presso la chiesa della Madonna della Purificazione o delle Candele, guidata da padre André de Soveral; il secondo avvenne, il 3 ottobre successivo, a Uruaçu nella chiesa della Madonna della Presentazione, guidata da padre Ambrósio Francisco Ferro. Ambedue le comunità furono vittime della dura persecuzione religiosa; vi sono pochissime notizie riguardanti i martiri singolarmente, ma diversi e attendibili scrittori del secolo XVII narrarono gli episodi dettagliatamente, trasmettendone una memoria storicamente certa.

di Ulderico Parente
Consultore storico della Congregazione delle cause dei santi

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15 ottobre 2019

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