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Mario Monti al lavoro per formare il nuovo Governo italiano

· L’economista incaricato da Giorgio Napolitano a colloquio con le forze politiche dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi ·

Sono cominciati oggi i colloqui tra Mario Monti e i rappresentanti delle forze politiche italiane in vista della formazione del nuovo Governo. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto all’economista di formare un nuovo Esecutivo dopo avere accolto le dimissioni — «correttamente rassegnatemi», ha sottolineato — di Silvio Berlusconi. Il capo dello Stato ha spiegato che «non si tratta ora di operare nessun ribaltamento delle elezioni del 2008» e che la scelta di Monti risponde all’esigenza di «evitare un precipitoso ricorso a elezioni anticipate e quindi un vuoto di governo», in considerazione che «fino alla fine di aprile verranno a scadenza quasi duecento miliardi di euro di Buoni del Tesoro». Il nuovo Esecutivo verrà formato nel più breve tempo possibile: tuttavia, le previsioni che si sono diffuse nelle ultime ore di una soluzione rapidissima della crisi non sono realistiche, ha puntualizzato il presidente. Napolitano ha poi detto che il confronto a tutto campo «tra i diversi schieramenti riprenderà — senza che sia stata oscurata o confusa alcuna identità — appena la parola tornerà ai cittadini per l’elezione di un nuovo Parlamento». Ora «si tratta di dar vita a un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l’attuale emergenza finanziaria ed economica esige». Per questo «confido che si voglia largamente incoraggiare nell’incarico di formare un nuovo governo il senatore professor Mario Monti» ha detto il capo dello Stato.

L’economista, che si è riservato di accettare l’incarico, ha ribadito che l’Italia si trova in un «momento di grave difficoltà», in «un quadro europeo e internazionale turbato». C’è bisogno di riscatto, ha detto domenica subito dopo l’incontro al Quirinale con Napolitano: «Bisogna tornare a essere una forza e non una debolezza in un’Europa di cui siamo stati i fondatori e di cui vogliamo tornare a essere protagonisti». Monti ha poi assicurato di voler garantire «profondo rispetto sia al Parlamento che alle forze politiche» chiamate a sostenere l’Esecutivo, perché l’Italia è in una situazione di emergenza che si può superare solo con uno sforzo comune. E ha spiegato che i nomi di futuri ministri, circolati nei giorni scorsi, sono «di pura fantasia».

Ieri, Silvio Berlusconi, dopo le dimissioni presentate sabato sera, accompagnate da alcune manifestazioni di contestazione nei sui confronti, ha rivolto un messaggio televisivo agli italiani, nel quale ha rivendicato di aver lasciato Palazzo Chigi «per senso dello Stato, per evitare all’Italia un nuovo attacco della speculazione finanziaria». Ha detto ancora Berlusconi: «È stato triste vedere che un gesto responsabile e generoso sia stato accolto con fischi e insulti». A quanti hanno esultato — ha aggiunto — per quella «che definiscono la mia uscita di scena, voglio dire con grande chiarezza che da domani raddoppierò il mio impegno per migliorare l’Italia. Non mi arrenderò fino a quando non avremo modernizzato il Paese», anche se «siamo pronti a favorire gli sforzi del presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di elevato profilo tecnico, reso forte da un largo consenso parlamentare» ha assicurato il presidente del Consiglio dimissionario. Lungo tutta la giornata di ieri Napolitano ha svolto le consultazioni con le forze politiche e le alte rappresentanze istituzionali, prima di affidare l’incarico a Monti. La scelta dell’economista è stata accolta con favore da quasi tutti i partiti ma è nel corso dei colloqui che l’economista sta avendo in queste ore che si definirà il reale spazio di azione del nuovo Governo.

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