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Maria Pierina De Micheli  apostola del Santo Volto

· La beatificazione presieduta dall'arcivescovo Angelo Amato nella basilica Liberiana ·

«Una creatura trinitaria, plasmata dalla misericordia del Padre, redenta dal Figlio di Crocifisso e arricchita di grazia dallo Spirito di santità». È il tratto più significativo della personalità di Maria Pierina De Micheli così come è stato delineato dall'arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nell'omelia per la beatificazione della religiosa dell'istituto delle Figlie dell'Immacolata Concezione di Buenos Aires, da lui presieduta, domenica 30 maggio, nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Dopo essersi soffermato sulla particolarità della coincidenza di questa beatificazione con la festa della Santissima Trinità «origine e fonte di ogni santità», l'arcivescovo ha proposto ai numerosi fedeli presenti, tra i quali molte consorelle della nuova beata, un profilo di suor Pierina. «Nacque a Milano — ha detto tra l'altro — in una famiglia, che era un'autentica chiesa domestica. Infatti, Giuseppina — questo è il suo nome di battesimo — è la più piccola di tre sorelle, tutte diventate religiose, e di un fratello, consacratosi anche lui al Signore, come sacerdote della diocesi ambrosiana». «Nonostante questo clima di pietà — ha proseguito — era una ragazza indipendente e libera. A diciannove anni assiste alla vestizione religiosa di una sua sorella tra le suore Orsoline di san Carlo. Avverte impellente la chiamata del Signore alla vita consacrata. Ma si rifiuta, non vuole obbedire, giunge perfino a fare una novena per perdere la vocazione». Quindi l'arcivescovo si è soffermato sulla causalità della scelta della congregazione nella quale dare vita alla sua missione religiosa: «È a Milano — ha ricordato — con una consorella, per completare la costruzione di una loro casa e per reperire vocazioni. Questa suora, Madre Maria Eufrasia Iaconis, veste proprio l'abito color del cielo. Giuseppina De Micheli comprende che è questa la sua Congregazione. Ne veste l'abito e il suo nuovo nome sarà Suor Pierina. Sono tre le caratteristiche della sua santità, che Benedetto XVI pone in rilievo nella lettera apostolica di beatificazione: la pietà mariana, la devozione al Santo Volto di Gesù Crocifisso e l'offerta della sua vita di preghiera e sofferenza per la santificazione dei sacerdoti».

Appartenendo a una congregazione mariana, la devozione all'Immacolata è un aspetto abbastanza caratteristico della sua spiritualità che si rivela in tutta la sua profondità quando riceve la notizia della morte della mamma Luigina. «Suor Pierina — ha spiegato il presule — si inginocchia ai piedi della Vergine Immacolata, piange e prega: “Adesso non ho più la mamma. Sii tu, Maria, per me, doppia Madre”». Il rapporto con la Vergine si arricchisce di un nuovo episodio l'ultimo giorno di maggio del 1938. «Madre Pierina — ha aggiunto il celebrante — vide l'Immacolata che aveva tra le mani uno scapolare con l'immagine del Volto Santo, da una parte, e, dall'altra, un'Ostia raggiante, con le parole “Mane nobiscum Domine”. La Beata Vergine le dice che lo scapolare è un'arma di difesa e un pegno di amore e di misericordia che Gesù dà al mondo. Tutti quelli che l'avessero indossato e avessero fatto una visita al Santissimo Sacramento, sarebbero stati fortificati nella fede. Pur vivendo sulla terra, la nostra beata ha conversazioni di paradiso». In questa visione, si sottolinea anche la funzione materna propria di Maria, che è quella di essere guida a Cristo Crocifisso: «È questa la nota più appariscente della santità della nostra beata». Nel giugno del 1938 espresse al suo Padre spirituale il desiderio di imprimere sul petto il Sacro Volto del Crocifisso. Per questo avrebbe fatto uso di una croce di metallo, che invece del Crocifisso portava l'effigie del Santo Volto.

Infine l'arcivescovo Amato ha sottolineato la terza caratteristica della sua spiritualità: «Il desiderio di offrire la propria vita di preghiera e di sofferenza per la santificazione dei sacerdoti. Ripeteva frequentemente: “Per voi sacerdoti io prego sempre”. Nel sacerdote ella vedeva il volto stesso di Cristo. Pregava e faceva pregare per il Papa e per i Pastori della Chiesa, affinché fossero illuminati e aiutati nel loro altissimo ministero».

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