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​Manuale per gatti

Larry, attuale «Chief mouser  to the Cabinet Office»

Ha passato i cinquanta, ma certo non li dimostra, il manuale ad usum felis (Paul Gallico, Il grande miao. Autobiografia di un gatto, Milano, Rizzoli, 2016, pagine 174, euro 16) che insegna al gatto di ogni età come trattare l’umano che gli appartiene. Sì, gli appartiene. Infatti nessuno, senza cadere nel ridicolo, può usare espressioni come “il mio gatto” o, peggio, “mi sono preso un gatto”, essendo lui, piuttosto, proprietà privata del gatto che si degna di vivergli accanto. Beninteso, purché vezzeggiato, coccolato, ben nutrito e… obbedito.

Quando narra della gattina che istruisce i più piccoli all’uso e all’abuso dell’umano, Gallico finisce per fornire dei “gattolici” un ritratto che è insieme esilarante e commovente, preciso come un’istantanea. È la storia di un asservimento senza alcuna voglia di liberarsi dal giogo. E se a qualcuno viene in mente di chiedersi, e chiederci, perché si accetta di farsi addomesticare da un gatto la risposta è contenuta in una sola parola: fascino. Che è come il coraggio di Don Abbondio: se uno non lo ha non se lo può dare. Averne è un mistero, spiegarlo non si può, ed è irresistibile. E “sua gattità” di fascino ne ha da vendere. (carla mosca)

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14 novembre 2019

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