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Per mantenere vivo il «virus gesuitico»

· Al congresso degli ex alunni della Compagnia di Gesù latinoamericani ·

«Assistenza sanitaria, alimentazione, educazione»: sono i tre campi di azione che devono impegnare gli ex alunni gesuiti in America latina. Li ha indicati Papa Francesco nel videomessaggio inviato loro in occasione del sedicesimo congresso continentale svoltosi a Guayaquil, in Ecuador, dall’11 al 13 novembre. Il Papa ha chiesto in particolare di pensare alle “tragedie umane”, le quali sono ben più che “tragedie sociali” «perché — ha spiegato — ogni persona è tempio della Trinità».

Raccomandando di pensare «alle tragedie umane che stanno accadendo in America latina», Francesco — come accade di consueto in circostanze simili — ha attinto all’esperienza pastorale di arcivescovo nella capitale argentina. «Mi ha sempre colpito molto — ha ricordato — una zona di Buenos Aires, sulla riva del Rio, dove c’erano 36 ristoranti, uno dietro l’altro. A chi andava a cenare lì lo spennavano, gli presentavano un conto salatissimo. Erano generalmente pieni. Accanto, c’era una stazione ferroviaria e iniziava subito una “villa miseria”, una “baraccopoli”, una “favela”. Che questa immagine — ha esortato — vi faccia vedere la tragedia che comporta oggi la mancanza di giustizia, la mancanza di equità». Anche perché, ha fatto notare, «molte persone che stavano mangiando lì erano cristiane, molte credevano in Gesù Cristo e si professavano cattoliche, e forse avevano studiato in scuole cattoliche».

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26 maggio 2019

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