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Tre Papi in trent’anni

· Intervista al vescovo di Carpi alla vigilia della visita del Pontefice ·

Interno della cattedrale di Carpi

La presenza del Pontefice rappresenta un dono immenso per la diocesi di Carpi e la nostra terra. E manifesta, una volta di più, la sua attenzione per le periferie. La Chiesa di Carpi, infatti, non ha grandi meriti da presentare eppure Papa Francesco l’ha scelta per compiere una delle sue visite pastorali». Il vescovo Francesco Cavina commenta così la decisione del Pontefice di recarsi nella diocesi emiliana epicentro del terremoto del maggio 2012. Il sisma provocò 27 vittime, migliaia di sfollati, radendo al suolo case, aziende, scuole, chiese, monumenti. La ricostruzione non è ancora finita. «Tutti, credenti e non, vedono nel Papa una persona che è capace di incoraggiare e di dare fiducia — aggiunge il presule — perché viene a portarci il tesoro della sua vita: Cristo. La sua presenza ci aiuterà a scoprire che l’uomo, qualunque siano gli eventi della sua vita, non è abbandonato a se stesso, ma può contare sempre sulla vicinanza del Padre celeste. Infatti, come dice Santa Caterina, “solo coloro che pensano di essere soli hanno paura”. E noi non siamo soli».

di Gaetano Vallini

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25 maggio 2019

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