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Manovre militari

· Le esercitazioni di Seoul e Washington in un momento di massima tensione con Pyongyang ·

Le truppe di Corea del Sud e Stati Uniti hanno dato il via alle manovre annuali di combattimento simulato. Le esercitazioni avvengono in un momento di particolare tensione nella penisola coreana, dopo gli ultimi test missilistici del regime comunista di Pyongyang, il dispiegamento dello scudo antimissile statunitense Thaad e la crisi politica a Seoul dopo la destituzione della presidente Park Geun-hye. 

Caccia sudcoreani decollano dalla base di Cheongju (Ansa)

L’esercitazione Key Resolve, che coordina su suolo coreano manovre sul terreno ed esercitazioni di artiglieria attraverso una simulazione al computer, si concluderà il 24 marzo. Una fonte del ministero della difesa sudcoreano ha aggiunto che l’aeronautica di Seoul sta realizzando un’esercitazione di combattimento per preparare la risposta dinanzi a possibili provocazioni del regime di Pyongyang. L’esercitazione andrà avanti fino al 17 marzo. Come abituale negli ultimi anni, Key Resolve coincide con lo svolgimento in Corea del Sud delle manovre congiunte Foal Eagle, che sono cominciate lo scorso primo marzo e proseguiranno per tutto aprile. Le esercitazioni Foal Eagle — che coinvolgono forze di fanteria, navali e aeree sudcoreane e statunitensi — quest’anno sono le maggior mai realizzate e avvengono dopo che la Corea del Nord ha realizzato un numero record di bellicosi test. Pyongyang, che considera queste manovre un’esercitazione in vista di un’invasione del suo territorio, il 6 marzo ha lanciato quattro missili balistici di medio raggio che sono caduti nelle acque giapponesi e questo ha fatto schizzare alle stelle le tensione. Nel frattempo, la presidente sudcoreana deposta, Park Geun-hye, ha lasciato ieri pomeriggio la Blue House, la residenza ufficiale a Seoul dei capi di stato, con quasi una giornata di anticipo sulle indicazioni che la davano in partenza oggi, ma soprattutto lo ha fatto con toni critici e di non rassegnazione verso il responso della Corte costituzionale sull’impeachment.

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26 febbraio 2018

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