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L’Europa presenta un piano
per l’emergenza migranti

· Juncker ribadisce l’obbligo della solidarietà verso l’Italia ·

Migranti appena imbarcati su una nave di soccorso (Reuters)

«Dimostreremo con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l’Italia che mostra un atteggiamento eroico». Così il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha ribadito oggi che «la solidarietà è d’obbligo». Ieri la commissione Ue ha mobilitato immediatamente 35 milioni di euro per la gestione della migrazione in Italia e ha presentato un piano per intervenire in Africa — terra di origine dei flussi — che prevede 81 milioni di euro stanziati e 200 promessi. Intanto, è polemica sulla stampa per l’annuncio dell’Austria di blindati pronti a intervenire al Brennero. I primi punti del piano della commissione Ue includono un codice di condotta per le organizzazioni non governative e un piano di lavoro sui paesi della sponda sud del Mediterraneo, con Libia e Tunisia in testa affinché presidino le loro aree. In particolare, l’Italia è chiamata a preparare, in consultazione con la commissione Ue, e sulla base di un dialogo con le ong, un codice di condotta per «fare chiarezza» sulle regole dei soccorsi e delle registrazioni. Bruxelles offre il suo sostegno alla creazione in Libia di un centro di coordinamento e soccorso marittimo (Sar) pienamente operativo già dal 2018. La commissione intende incrementare la capacità delle autorità libiche grazie a un progetto di 46 milioni di euro e preparato congiuntamente con l’Italia. Nel piano della commissione si legge anche che Bruxelles punta a un miglioramento della cooperazione tra Italia e Malta nella gestione dei soccorsi (attualmente anche in questo caso è l’Italia a farsene carico).

C’è un altro punto delicato. L’Agenzia europea delle guardie di frontiera dovrebbe esaminare con urgenza le proposte italiane sull’operazione congiunta Triton, per la condivisione dell’onere dei soccorsi ai migranti con altri porti. Nei giorni scorsi l’Italia ha fatto un appello in questo senso, ma sia Spagna che Francia hanno ribadito l’indisponibilità dei loro porti. E oggi da Bruxelles è arrivata anche la pubblicazione dei dati dell’Agenzia Ue per l’asilo (Easo) che confermano l’escalation di domande presentate ma anche le diverse risposte degli stati membri 

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19 settembre 2019

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