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Corteo a Caracas
per ricordare le vittime delle proteste

· Il governo accusa l’ex procuratore generale di appropriazione indebita ·

Circa 500 oppositori hanno marciato a Caracas ieri in omaggio alle 125 persone morte nelle proteste contro il governo Maduro che si susseguono nel paese dall’aprile scorso. I manifestanti, che hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici, si sono riuniti nel quartiere di Los Palos Grandes e hanno sfilato fino a plaza Bolívar a Chacao, nell’est della capitale. Tra gli oppositori si trovava anche Adolfo Baduel, figlio del generale Raúl Isaías Baduel in carcere dal 2009, che ha detto di non avere notizie del padre da 22 giorni. La situazione rimane molto tesa nel paese, in particolare dopo l’insediamento della contestata assemblea costituente voluta da Maduro che ha esautorato il parlamento nel quale l’opposizione deteneva la maggioranza. Il nuovo organismo ha annunciato una serie di processi per tradimento contro gli oppositori. Tra le personalità che maggiormente si oppongono al regime figura Luisa Ortega Díaz, l’ex procuratore generale del Venezuela fuggita in Colombia nel timore di essere arrestata. Ieri il governo di Caracas l’ha accusata di essere «complice» di presunti casi di appropriazione indebita contro lo stato per circa 200 milioni di dollari. «Aveva le prove e non ha fatto niente», ha detto alla stampa il successore della stessa Ortega Díaz alla guida della procura generale, Tarek William Saab, riferendosi a «prezzi gonfiati del 230 per cento» in operazioni fatte dal gruppo venezuelano Pdvsa nella fascia petrolifera dell’Orinoco. Saab ha mostrato «dodici contratti aggiudicati a dieci imprese», puntualizzando che «tali dati potrebbero essere ancora superiori», riferendosi inoltre a «una rete mafiosa» nella procura generale guidata fino a pochi giorni fa dalla Ortega Díaz.

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